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CLARA MOSCHINI

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Arrivano i prodotti "caporalato free"

Negli oltre 500 supermercati del Gruppo Megamark

Filiera etica contro il caporalato: al via la vendita dei prodotti biologici ‘Iamme’ negli oltre 500 supermercati del Gruppo Megamark

Sono sugli scaffali degli oltre 500 punti vendita del Gruppo Megamark di Trani – leader della distribuzione moderna nel Mezzogiorno – i primi prodotti biologici ‘Iamme’, frutto dell’intesa con l’associazione internazionale anticaporalato No Cap (impegnata nel promuovere e valorizzare le aziende agricole che rispettano la legalità e i diritti dei lavoratori) e Rete Perlaterra (associazione e rete tra imprese che promuovono pratiche agroecologiche di lavoro della terra). Cinque, nello specifico, le referenze ‘Iamme’ disponibili nei supermercati a insegna A&O, Dok, Famila, Iperfamila e Sole365 presenti in Puglia, Campania, Molise, Basilicata e Calabria: la passata di pomodoro biologica, i pelati biologici, la salsa di datterino bio, la salsa di ciliegino bio e, in edizione limitata, la salsa di datterino giallo bio.

Megamark non spiega se ci sarà una differenza di prezzo e se gli altri prodotti senza bollino siano a rischio caporalato. 

“Ognuno è artefice della propria vita e può essere protagonista di un cambiamento – ricorda il cavaliere del lavoro Giovanni Pomarico, a capo del Gruppo Megamark -. Noi abbiamo creduto in questo cambiamento, tuttavia adesso saranno i clienti dei supermercati, finalmente liberi di scegliere prodotti etici, a decretare il successo di questa iniziativa, facendoci capire che anche loro desiderano cambiare le cose e contrastare la piaga del caporalato”.

Il progetto mira a contrastare il caporalato e il lavoro irregolare nel settore agricolo, garantendo ai produttori un prezzo giusto per i loro prodotti e ai lavoratori il pieno rispetto dei loro diritti, a partire dall’applicazione dei contratti collettivi del lavoro. Nel protocollo il Gruppo Megamark si è impegnato ad acquistare prodotti agricoli etici garantiti dal bollino NoCap, rilasciato alle imprese agricole e di trasformazione dopo apposite verifiche effettuate dagli ispettori dell’Associazione No Cap e, successivamente, dall’ente di certificazione Dqa accreditato presso il Minpaf e Accredia.

“Abbiamo lavorato su un sistema di tracciabilità della filiera – dichiara Yvan Sagnet, a capo dell’associazione No Cap - per portare sul mercato prodotti che rispettano, oltre che la qualità, anche i diritti dei lavoratori. Purtroppo, se i consumatori non si pongono domande sulla provenienza di alcuni prodotti, continueranno ad alimentare inconsapevolmente un sistema malato e dominato dai caporali”. Il progetto si sta svolgendo in diverse aree del Mezzogiorno, tra le quali la Capitanata in Puglia e il Ragusano in Sicilia, dove un centinaio di lavoratori hanno coltivato e raccolto pomodori biologici, pachino, ciliegino e datterino giallo, poi trasformati in salse, pelati e passate. 

“Vedere i primi prodotti biologici a marchio ‘Iamme’ sugli scaffali – spiega Francesco Pomarico, direttore operativo del Gruppo Megamark – è il coronamento di un sogno lungo un anno, il tempo trascorso da quando abbiamo incontrato Yvan Sagnet, condiviso i risvolti etici di questo progetto e avviata l’organizzazione della macchina produttiva e distributiva passando per la selezione delle aziende agricole e di trasformazione più virtuose”. 


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