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Milano, la solidarietà dei ristoratori a medici e infermieri

Previsti oltre 2000 pasti in consegna agli ospedali milanesi

Diversi ristoranti hanno riaperto le cucine per supportare il personale degli ospedali con pasti caldi consegnati tutti i giorni.

100 paste alla Norma, 50 parmigiane e 100 cannoli. È quanto si è visto consegnare questo pomeriggio il personale dell’ospedale Sacco di Milano, da parte di un ristorante come gesto di riconoscimento e di supporto in un momento drammatico che vede medici e infermieri impossibilitati a fermarsi per mangiare, se non ai distributori automatici dopo turni di 12 ore spesi nei reparti interessati dall’emergenza coronavirus. Il gesto solidale del ristorante SlowSud è stato postato ieri su Facebook all’interno di RistoratoreTop, il gruppo privato dell’omonima agenzia frequentato da oltre 8000 ristoratori, accompagnato da un appello a dare una mano con altri ospedali e in altre regioni, raccogliendo immediatamente decine di adesioni in tutta Italia. 

Il network, per il momento, viene coordinato all’interno del gruppo ma non si esclude la possibilità di creare uno spazio virtuale apposito in caso di ulteriori partecipazioni. Le consegne si intensificheranno sul territorio milanese a partire da sabato 14 marzo per tutta la durata dell’emergenza, potendo contare su oltre 2000 pasti messi a disposizione la prossima settimana da diversi ristoranti che, in alcuni casi, hanno riaperto le cucine per l’occasione. A Milano hanno già aderito all’iniziativa: i ristoranti Miscusi, Muu Muzzarella, Li Mastri e Fancytoast, la pizzeria Loredani, il kebab Star Zagros Kebabbar e la gelateria Gnomo. Nei prossimi giorni, oltre al Sacco, verrà distribuito cibo anche al San Raffaele, Fatebenefratelli, Policlinico, San Carlo, San Giuseppe e Bassini di Cinisello. 

“Scossi da quanto letto sulla stampa e quanto ci è stato raccontato da amici infermieri e medici, impegnati in prima linea negli ospedali – spiega Luca Rudilosso di SlowSud, che sta coordinando il gruppo milanese – abbiamo contattato tramite Facebook l’ospedale Sacco per chiedere se potessimo essere d’aiuto in qualche modo. Ci hanno risposto che sono allo stremo, che non si fermano un attimo, che dormono in reparto e che un po’ di comfort food da consumare al volo potrebbe fare la differenza, anche solo per l’umore. Così abbiamo deciso di fare una prima consegna giovedì pomeriggio e di chiamare a raccolta i colleghi”. 

“Tutti coloro che intendono e possono dare una mano – si legge nell’appello di Rudilosso su Facebook – mettano una mano al cuore e una alla padella e si uniscano a noi per supportare il personale del Sacco o di altri ospedali milanesi e lombardi. Senza alcuna retorica, medici, infermieri, tecnici e tutti gli operatori sanitari che popolano gli ospedali sono gli eroi di questa battaglia. Non lasciamoli soli.” In risposta alla chiamata su RistoratoreTop, si sono mobilitate attività di Bergamo, Cremona, Torino e Roma e si è potuto apprendere come in diverse zone d’Italia alcuni si fossero già mossi in questa direzione. È il caso delle pizzerie Melloo di Firenze con l’ospedale Careggi, Forlin con l’ospedale di Bassano del Grappa, Tablà ad Adria, Teatro 26 a Vercelli e il Balestruccio a Perugia. A Pavia, invece, cento tra osti, baristi e ristoratori hanno dato vita al progetto #unitiperpavia distribuendo beni alimentari a case di riposo e centri per disabili.

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