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CLARA MOSCHINI

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De Cecco, le divisioni familiari non frenano il business

Gianni Letta, Mario Boselli, Bruno Pavesi i nuovi "pesi massimi" esterni in cda

È stato un 2019 turbolento per la governance di De Cecco, con l'ad "esterno" alla famiglia Francesco Fattori cacciato a maggio dopo soli 10 mesi con coda di imbarazzanti denunce: solo pochi giorni fa è emerso che Fattori è indagato dalla Procura di Pescara per rivelazione di segreto industriale. La decisione di affidare a Fattori le chiavi dell'azienda fu piuttosto sofferta e non venne assunta all'unanimità, tanto che finì per dare origine ai dissapori tra i membri della famiglia esplosi di recente e che hanno portato a gennaio 2020 alle dimissioni degli amministratori Giuseppe Aristide De Cecco e Saturnino De Cecco, cugini del presidente. Divergenze, punti di vista diversi su gestione e organizzazione, pare abbiano segnato la frattura unitamente alla mossa (non gradita) che ha portato Filippo Antonio De Cecco a diventare socio di maggioranza relativa con il 23,59% delle quote: ha acquisito il 4% delle quote del fratello Giuseppe Adolfo e, sempre da lui, ha preso il 4,59% in usufrutto con diritto di voto.

Intanto il 2019 si è chiuso con ottimi risultati con un utile d’esercizio di 21 milioni di euro, in rialzo di 4 milioni di euro rispetto al 2018 e con una crescita significativa del fatturato salito, rispetto ai dodici mesi precedenti, da 457 a 482 milioni di euro, con un ebitda di oltre 53 milioni di euro (nel 2018 era stato di 49 milioni). 

In occasione dell’assemblea, l'azienda ha rinnovato il cda, la cui composizione è stata ampliata da 3 a 9 membri, con alcune novità importanti, come l'allargamento a soggetti esterni con alto profilo manageriale. Confermata la nomina a presidente (e storica guida del gruppo abruzzese) di Filippo Antonio De Cecco, e quelle di Giuseppe Adolfo De Cecco e Giuseppe Alfredo De Cecco, da oltre 30 anni amministratori di società del gruppo, la rappresentanza della famiglia si allarga con la nomina di Annunziata De Cecco ed Eugenio Ronco Municchi. Nominato anche Adriano Consalvi, storico dirigente dell’azienda abruzzese. Colpisce, d'altro canto,  l’ingresso di tre componenti esterni di alto profilo come Gianni Letta, ex sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri, radici fortissime in Abruzzo, essendo nato ad Avezzano (L'Aquila), ex advisor di Goldman Sachs con un bel portafoglio di conoscenze che contano; Mario Boselli, presidente dell’Istituto italo-cinese e presidente onorario della Camera nazionale della moda e di Banca 5 (gruppo Intesa Sanpaolo); altra new entry è Bruno Pavesi, per oltre un decennio Consigliere delegato dell’Università Commerciale Luigi Bocconi. 

La nuova composizione del cda segna, di fatto, un momento di svolta per il gruppo abruzzese con un cda fin qui composto esclusivamente da esponenti della famiglia De Cecco: un esercito, visto che nel libro soci ci sono tre rami familiari, ossia 21 eredi. “La compagine azionaria ha deciso di ampliare il numero dei componenti l’organo di gestione e designare personalità di grande spessore manageriale e professionale, che potranno mettere a disposizione dello storico pastificio le proprie competenze, permettendo di cogliere le nuove opportunità e affrontare le sfide dal mercato nazionale e internazionale”, sottolinea Filippo Antonio De Cecco, a capo del terzo gruppo mondiale della pasta dopo Barilla e la spagnola Ebro Foods. 

"La De Cecco, adesso, è una realtà economica d'investimento, candidata alla Borsa, quando sarà il momento. E possiamo fare partire un piano di formazione per cinque giovani De Cecco, tutti trentenni”, sottolinea De Cecco riferendosi alla quinta generazione pronta sulla piattaforma di lancio. Intanto l'azienda va avanti al massimo, con 8 linee di produzione su 12 che, nell’impianto di Fara San Martino, lavorano a ciclo continuo. Il picco di domanda di pasta da parte dei mercati esteri ha segnato più 30% a marzo, ma il problema è la logistica: le merci si muovono con lentezza verso l’estero con ritardi non imputabili alle aziende ma ai vari blocchi tra frontiere, quarantene, mancanza di container. “E' un problema mondiale, delicato. Stiamo studiando percorsi alternativi mentre le importazioni di grano dagli Stati Uniti proseguono senza intoppi. Ad aprile aspettiamo un’altra nave” fa sapere il presidente De Cecco.

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