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"Covid-19 non distruggerà l'industria alimentare serba"

Lo dichiara l'agroeconomista Milan Prostran

“L'industria alimentare serba non è minacciata al momento, la domanda è aumentata, si lavora in tre turni e le scorte di materie prime sono elevate. L'unica cosa che può influire negativamente sui ricavi è un possibile aumento dei prezzi dell’input”, sono le parole dell'agroeconomista Milan Prostran, il quale è inoltre convinto che il congelamento dei prezzi dei prodotti alimentari di base non ridurrà le entrate dei produttori, a meno che non aumenti il costo del petrolio, dell'elettricità e dell'ammortamento. 

Per quanto riguarda gli eventuali problemi con l'esportazione di cereali a causa dell'abbassamento dei prezzi nel mondo, l’esperto ha affermato che le situazioni come questa con il coronavirus sottolineano la necessità di reindustrializzare l'industria alimentare in Serbia. Il settore alimentare del Paese è principalmente orientato verso l’esportatazione di materie prime, e i produttori di questo settore risentono subito le conseguenze di ogni terremoto e di ogni crisi nel mercato alimentare mondiale. La nostra industria alimentare è stata distrutta nel corso degli ultimi decenni e si sta lentamente riprendendo, e deve voltarsi verso la trasformazione finale - ha concluso Prostran, secondo quanto riporta in queste ore l'Agenzia Ice dalla sua sede di Belgrado. 

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