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CLARA MOSCHINI

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Sgambaro aumenta del 20% la capacità produttiva

L'azienda sta producendo oltre 120 tonnellate di pasta al giorno

A trainare la crescita è la grande distribuzione, ma anche l’e-commerce registra incrementi significativi: la richieste tramite Amazon sono quadruplicate in solo 15 giorni.

“Il settore alimentare non vive la crisi che sta investendo tante industrie costrette alla chiusura ma, come molti colleghi imprenditori, sentiamo in modo palpabile la responsabilità di produrre un bene primario come la pasta e, allo stesso tempo, anche il dovere di proteggere i nostri dipendenti, che continuano a lavorare a ritmi serrati in una situazione disagevole e senza dubbio dura da un punto di vista psicologico”. È questa la testimonianza di Pierantonio Sgambaro, presidente del pastificio veneto Sgambaro, “confinato” negli uffici semivuoti della sede di Castello di Godego “per mandare avanti l’operatività pur mantenendo la rigorosa distanza sociale”, come lui stesso racconta. I dati di questi giorni raccontano di un’industria alimentare che ha messo l’acceleratore per rispondere alla crescente domanda dei consumatori finali, tornati dietro i fornelli e costretti a consumare in casa tutti i pasti della giornata a causa dell’emergenza sanitaria. Nel mese di marzo Sgambaro, storico produttore di pasta di alta qualità e certificata 100% grano duro italiano dal 2003, ha aumentato la capacità produttiva del 20% a fronte di una domanda domestica che ha segnato il +25% rispetto a febbraio.

Le vendite all’estero sono aumentate del 40%. Il pastificio sta producendo al giorno oltre 120 tonnellate di pasta, contro la media di 100 tonnellate. A trainare la crescita è la grande distribuzione, ma anche l’e-commerce registra incrementi significativi: la richieste tramite Amazon sono quadruplicate in solo 15 giorni. Ad oggi la domanda di pasta per il mese di aprile è in aumento dell’30%. Sgambaro ha messo in atto una serie di provvedimenti straordinari che rafforzano le già stringenti norme del piano aziendale di igiene e sicurezza. L'ingresso nell’area produttiva è consentito esclusivamente ai dipendenti – tutti dotati di mascherina – e solo previo controllo della temperatura corporea che viene effettuato due volte al giorno. Fornitori e spedizionieri devono sostare fuori dai cancelli. La riorganizzazione dell’attività nelle diverse aree di produzione aiuta a mantenere le distanze ben oltre il minimo previsto dai decreti del governo. Ogni sabato, ad azienda chiusa, gli ambienti sono sottoposti a sanificazione da parte di un operatore esterno specializzato. L’azienda ha inoltre sottoscritto un’assicurazione con Generali che prevede un piano di coperture sanitarie specifiche per Covid-19 a tutela dei propri dipendenti, inclusi servizi di assistenza alla persona e indennità.

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