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Direttore responsabile:
CLARA MOSCHINI

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Pastificio Novella affronta l'emergenza

L'azienda ligure ha riorganizzato la produzione

Produce più di 50 tipi di pasta fresca e salse, in primis trofie e pesto. Vende in Liguria, nel basso Piemonte e in Lombardia anche se ha fatto assaggiare il pesto in Australia e negli Stati Uniti. Il pastificio Novella ha lo stabilimento a Sori, borgo marinaro che si affaccia sul golfo Paradiso: da lì affronta l'emergenza coronavirus diversificando i ritmi di produzione. “A marzo e ad aprile la dirigenza ha approvato l'aumento di stipendio alle maestranze in base alle presenze. Ci saranno meno squadre al lavoro, per più ore, visto che la produzione è stata spalmata sulle 24 ore giornaliere”, spiega Paolo Bellantuoni, responsabile vendite di Novella. L'aumento di stipendio per i quasi 100 dipendenti è quantificabile in un +20%/+30% a seconda delle presenze. I turni di lavoro sono di 8 ore, attuati in modo che i 90 addetti alle varie produzioni non si incontrino.

“All'entrata abbiamo una verifica delle temperature: se qualcuno ha più di 37 gradi gli si chiede di fermarsi a casa. Per la decina di impiegati che curano ordini e amministrazione abbiamo messo in campo lo smart working. Tutto per fare in modo che vengano rispettate le distanze e che ci siano meno persone possibili nello stesso ambiente”, sottolinea Bellantuoni. A tutti è stata estesa un'assicurazione (stipulata con Generali) per il baby sitting, in modo da dare serenità alle maestranze. Cosa succederà dopo è difficile da dire: per il momento il pastificio nato nel 1903 e giunto alla terza generazione con le famiglie Cavassa e Rezzano, naviga a vista. “La perdita non è ancora stata valutata. Anche perché siamo continuamente alle prese con picchi di frenesia che hanno sfalsato il trend: ci sono giornate nelle quali abbiamo ordini come a Natale, altre con un 50% di acquisti in meno”, chiarisce il manager. In generale, quello che emerge è che la produzione sta calando e aumentano i costi per i maggiori turni: con le persone ferme a casa la pasta fresca viene acquistata di meno, una volta la settimana, se va bene. 

“È un'esperienza drammatica ma anche, diciamo, interessante: ci fa fare cose con una velocità e un'elasticità che, in altri momenti, non avremmo pensato di possedere. Un esempio? La raccolta degli ordinativi telefonici. Le operatrici sono connesse tra loro da casa in modo estremamente efficiente”, dice Bellantuoni. Fortemente legato al territorio, il pastificio nato a Sori nel 1903 come produttore di pasta secca per poi concentrarsi, negli anni, sulla pasta fresca e sulle salse partendo da prodotti della tradizione gastronomica locale (trofie, pansoti e pesto genovese), l'azienda ha donato 50 mila euro all'ospedale San Martino di Genova e 5 mila euro alla Croce Rossa di Sori in relazione all'emergenza coronavirus.

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