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CLARA MOSCHINI

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Nestlé, già messi a disposizione 5 milioni di euro per il Covid-19

"Sarà una lunga maratona", sostiene il presidente e ad Marco Travaglia

L'azione coordinata di donazione, destinata a operatori sanitari e cittadini, continuerà fino a quando sarà necessario. Oltre all’invio di prodotti, diversi marchi (tra cui Purina, Buitoni e Sanpellegrino) hanno attivato piani di donazione specifici

Tempestiva e rilevante la risposta di Nestlé all’emergenza Covid-19. “Abbiamo da subito cercato di capire come renderci utili al nostro Paese, consci del fatto che sarà una lunga maratona. Come azienda, abbiamo già messo a disposizione quasi 5 milioni di euro: abbiamo deciso di supportare sin da subito le comunità locali, distribuendo prodotti alimentari, bevande e sostegni economici alle strutture sanitarie di base. Nel contempo ci siamo anche adoperati per garantire a tutte le nostre persone il massimo livello di sicurezza e la continuità del loro potere d’acquisto, senza attingere a contributi statali, lasciando questi fondi a disposizione di aziende che dovessero averne maggior bisogno. Siamo partiti dai nostri operatori di fabbrica che, con il loro prezioso lavoro, costituiscono la locomotiva di risposta all’emergenza” ha dichiarato Marco Travaglia, presidente e ad di Nestlé Italia e Malta. 

Il programma di Nestlé per l’Italia si focalizza su due grandi aree d’azione, il sostegno alle persone e il supporto alle comunità, articolate in 5 punti: tutela della salute e della sicurezza per tutti i dipendenti e sostegno economico supplementare per garantire il loro potere d’acquisto; servizi di supporto medico, psicologico, assicurativo e lavorativo; donazioni monetarie e di prodotto destinate alle famiglie e agli operatori sanitari, attraverso partnership pubblico-privato; investimenti digitali per migliorare lo smart-working e nuove tecnologie per permettere la continuità del lavoro; supporto per la continuità operativa di tutta la filiera. 

Per assicurare la produzione di beni essenziali tutelando al massimo la salute dei suoi collaboratori, l'azienda ha potenziato i protocolli di sicurezza in tutti i suoi siti produttivi. Negli uffici è stato fin da subito utilizzato lo smart-working a tempo pieno da tutti. Per coniugare la continuità della produzione dei beni essenziali alimentari con la rimodulazione dei livelli produttivi nel rispetto della sicurezza dei lavoratori, si è reso necessario un piano per salvaguardare il potere di acquisto dei lavoratori stessi, soprattutto nel caso di riduzioni o temporanee sospensioni dell’attività lavorativa. Per questo, il Gruppo Nestlé in Italia si è impegnato con le organizzazioni sindacali a garantire la piena retribuzione mensile individuale anche ai dipendenti che si trovano a dover sospendere o ridurre la propria attività, senza attingere alle risorse pubbliche messe a disposizione dal governo. L’azienda, inoltre, erogherà un bonus mensile di € 500 lordi ai colleghi che con il loro lavoro permettono di assicurare la produzione nelle fabbriche. 

L’azienda ha infatti attivato una copertura sanitaria assicurativa gratuita e, grazie alla tecnologia, un servizio di supporto medico diretto, uno sportello di supporto psicologico e un supporto lavorativo. In totale, l’azienda ha messo a disposizione oltre 3 milioni di euro per questo piano di tutela delle proprie persone dall’inizio dell’emergenza. Per quanto riguarda il sostegno al territorio italiano, dopo l’avvio della collaborazione internazionale con Ifrc, il gruppo ha lanciato una raccolta fondi dedicata alla Croce Rossa Italiana attraverso una piattaforma digitale aperta ai dipendenti e consumatori, con l’impegno dell’azienda a raddoppiare ogni cifra raccolta fino a 250.000 euro. Alla Croce Rossa Italiana saranno anche donati generi alimentari per contribuire ad alleviare le necessità di 100mila famiglie. 

Nestlé è anche intervenuta mettendo a disposizione le proprie produzioni e la propria logistica, così da rispondere alle numerose richieste da parte di enti territoriali su tutto il territorio italiano con la donazione di cibo, bevande e prodotti per la nutrizione medica specializzata per un valore di ulteriori 650.000 euro, ad oggi. Quest’azione coordinata di donazione, destinata a operatori sanitari e cittadini, continuerà fino a quando sarà necessario. Oltre all’invio di prodotti, diversi marchi hanno attivato piani di donazione specifici, come per esempio nei casi di Purina, Buitoni e Sanpellegrino che ha sostenuto la comunità bergamasca sia con la donazione di 250.000 euro all’Ats di Bergamo che con il reperimento di mascherine e altri dispositivi di protezione individuale destinati al personale sanitario del territorio. Buitoni ha invece donato 100.000 euro all’azienda ospedaliera San Pio di Benevento per consentire alla struttura l’acquisto di attrezzature e dispositivi medici per la cura dei pazienti Covid-19. 

L'azienda sta inoltre sviluppando un protocollo per sostenere l’integrazione di tutti i partner della filiera attraverso forme di flessibilità nella gestione dei pagamenti che possano, per quanto possibile, proteggere e aiutare clienti e fornitori temporaneamente in difficoltà a causa della congiuntura economica.

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