Mosh e Moah, ospiti sgraditi delle merendine al cioccolato
Le analisi del Salvagente su 29 snack
Riceviamo da e pubblichiamo da "il Salvagente":
"Se pensate che gli unici nemici per la salute di snack al cioccolato e ai cereali siano le calorie, lo zucchero e i grassi vi sbagliate di grosso. Ce ne sono due invisibili, nascosti e in quanto tali molto più pericolosi. Stiamo parlando degli idrocarburi degli oli minerali, conosciuti con le sigle Mosh e Moah. Le analisi del Salvagente hanno trovato tracce di queste due sostanze in 20 snack su 29. Tra i marchi analizzati ce ne sono diversi fra i più noti.
Le analisi hanno escluso la presenza dei cancerogeni Moah, ma hanno evidenziato i pericolosi Mosh in quantità variabili da 0,50 a 129 mg/kg. Molte, poche? Impossibile saperlo perché ad oggi non c’è una regolamentazione che ne fissi i limiti massimi negli alimenti. Ma, per fortuna, c’è chi ha iniziato ad affrontare il problema come l’Autorità tedesca di controllo alimentare secondo cui la quantità di Mosh non deve superare i 9 mg/kg e, più in generale, l’opinione generale è che né Mosh né Moah dovrebbero essere contenuti negli alimenti destinanti ai bambini. Se i Moah sono probabili cancerogeni, infatti, i Mosh possono accumularsi nei tessuti adiposi dal momento che sono facilmente assimilabili, e uno studio sui ratti ha evidenziato che possono produrre danni in alcuni organi", si legge nella nota.
“Purtroppo siamo ben lontani dall’assenza di questi contaminanti – riassume il direttore del Salvagente, Riccardo Quintili –, anche se questo problema non emerge certo oggi con le nostre analisi. Da almeno 4 anni le analisi di giornali e associazioni indipendenti denunciano la presenza di idrocarburi degli oli minerali in moltissimi alimenti. Corn flakes, pasta, riso, cioccolato, gelati sono i cibi che hanno mostrato una contaminazione preoccupante. E oggi con le nostre prove la conferma che il problema è molto diffuso e gli interventi finora non sono stati sufficienti. Anche se c’è da sottolineare che diversi snack che abbiamo portato in laboratorio sono risultati puliti e che le aziende che abbiamo contattato sembrano tenere in grande considerazione questo pericolo”.
Come fanno Mosh e Moah a contaminare gli alimenti? Il Salvagente lo ha chiesto a Luciano Piergiovanni, professore di Scienze e tecnologie alimentari dell’Università di Milano: “I Mosh sono contaminanti ubiquitari e la possibilità di incontrarli in tutta la filiera alimentare è estremamente alta. Sono presenti in natura e come tali vengono assorbiti dalle piante e per questa via possono entrare nella filiera alimentare senza dimenticare i lubrificanti e i gas di scarico delle macchine per la raccolta e la produzione degli alimenti. E poi c’è la carta riciclata, in parte utilizzata per la produzione del cartone: questa comprende anche giornali stampati e la maggior parte degli inchiostri per la stampa che contengono oli minerali”.
EFA News - European Food Agency