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Zootecnia, confermata fiera delle bovine da latte

A Cremona, dal 28 al 31 ottobre. Focus sul post emergenza Covid-19

Nell'emergenza Covid-19 il comparto alimentare si è rivelato strategico ed è l'unico che sta confermando gli appuntamenti fieristici: dopo Cibus, rinviato ai primi di settembre, è stata confermata anche la Fiera Internazionale del Bovino da Latte che CremonaFiere quest’anno ospiterà dal 28 al 31 ottobre. Si tratta del più importante palcoscenico fieristico dedicato al settore lattiero-caseario e secondo gli organizzatori quest’anno particolare saprà offrire approfondimenti scientifici e confronti commerciali indispensabili per raccogliere le sfide competitive che si presenteranno quando l’emergenza sanitaria legata al coronavirus sarà superata.

“Ci aspetta un periodo in cui dovremo fare i conti con un’economia di sussistenza, i prezzi delle materie prime saranno destinati a un  rialzo che stiamo già verificando e l’export subirà dei contraccolpi negativi. Uno scenario che richiederà una riduzione dei costi e quindi la necessità di ottimizzare l’economia aziendale, a partire dalla formulazione delle razioni alimentari destinate alle bovine, che dovranno rappresentare il risultato perfetto di un giusto equilibrio tra i fabbisogni dell’animale e la qualità dell’alimento”. E' il commento della prof.sa Antonella Baldi, docente e prorettrice presso l’Università degli Studi di Milano, prima donna italiana ad aver ricevuto pochi mesi fa il prestigioso Distinguished Service Award da parte dell’European Federation of Animal Science per la sua pluriennale attività all’interno del board dell’associazione internazionale, in particolare per aver contribuito alla realizzazione del network scientifico sulla biologia della lattazione tra l’Eaap e l’American Dairy Science Association.

Alla prossima edizione della Fiera di Cremona il comparto mangimistico sarà rappresentato dai più importanti leader nazionali e anche il calendario convegnistico darà ampio spazio agli approfondimenti e alle soluzioni alimentari più innovative da adottare in allevamento.

A questo riguardo Antonella Baldi precisa: “L’aspetto della formulazione della razione alimentare diventerà primario – afferma – riconducendo di fatto la priorità dell’allevamento alle sue fondamenta, con l’obiettivo di mantenere la redditività aziendale e la qualità produttiva. La scrupolosa attenzione che il mondo scientifico ha sempre riservato alle patologie che si manifestano in stalla,  permettendo di gestirle in maniera ottimale, sono obiettivamente fattori che concorrono al benessere animale. Ora però la priorità è il mantenimento degli aspetti fondamentali, quindi la nutrizione delle bovine, rispetto alla quale si  potrà e si dovranno prevedere anche colture diverse, ma altrettanto di qualità, rispetto a quelle utilizzate fino a oggi in maggiore quantità, perché il problema potrebbe manifestarsi proprio con il mancato reperimento di sufficienti volumi di materie prime. In un’economia di sussistenza come quella che ci aspetta, le fondamenta del sistema vanno garantite, viceversa si potrebbero manifestare in stalla delle problematicità poi difficili da gestire”.

red - 11413

EFA News - European Food Agency
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