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CLARA MOSCHINI

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Anche in Francia la filiera del vino è in sofferenza

Ma intanto si mobilitano i volontari d'oltralpe a sostegno dell'agricoltura

Saloni ed eventi annullati, ristoranti chiusi, difficoltà a trovare la manodopera stagionale, problemi contabili, conflitti commerciali con gli Usa, incertezze sul post-Brexit, volatilità dei mercati interni… La lista delle sfide che il settore vitivinicolo francese è chiamato ad affrontare è lunga. In un comunicato, Nathalie Delattre e Philippe Huppé dell’Associazione nazionale della vigna e del Vino (Anev), hanno proposto al governo una serie di misure per sostenere la filiera. Chiedono l’esenzione da vari tipi di imposte, la possibilità di usufruire di programmi di aiuto Pac, oltre ad una serie di iniziative che facilitino l’assunzione di personale dopo la fine della quarantena. 

Intanto sul fronte manodopera, in poco più di due settimane, 240 000 volontari hanno risposto alla chiamata del ministro dell'agricoltura  Didier Guillaume che li esortava ad unirsi al ‘’grande esercito dell’agricoltura’’. "Per quattro giorni abbiamo avuto più di 25 000 iscrizioni quotidiane, poi 10 000. Al momento ne riceviamo ancora 5.000 ogni giorno", annuncia Richard Buxant di WiziFarm, la start-up dietro la piattaforma ‘Delle braccia per il tuo piatto’’. E siccome tutti i mestieri meritano un salario, tutte le offerte pubblicate dispongono di un contratto di lavoro con possibilità di accumulare le indennità a quelle di cui già dispongono i lavoratori.

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