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Barbecue, il boom del lockdown

Silvia Zordan, marketing di Weber: "Grazie a exploit di vendite on-line chiuderemo anno in pareggio"

Tra i diversivi culinari sperimentati dagli italiani in tempo di Covid, un posto d’onore spetta al barbecue. Visto che nei due mesi di reclusione, postando filmati a go-go sui social, i serial-griller dell’intera penisola “hanno grigliato l’impossibile”. Il dato è certo: parola di Silvia Zordan, responsabile marketing Italia- Spagna di Weber, leader mondiale nella produzione di barbecue e tra i più importanti brand del mercato garden negli Stati Uniti. “Paradossalmente l’emergenza ci ha aiutato”, spiega infatti Zordan, “perché, grazie anche alla nostra campagna #iorestoacasaconweber e le video ricette dei nostri grill master, prima con l’e-commerce e poi col delivery siamo riusciti a recuperare il gap di vendite. E tutto fa pensare che a settembre, il nostro fine stagione, riusciremo a chiudere in pari o leggermente meglio del 2019. Il che è già un risultato. Alcuni nostri punti vendita hanno addirittura triplicato gli ordini…”. Sbarcato in Italia a settembre 2008, con una filiale diretta a Dueville, in provincia di Treviso, il colosso Weber-Stephen registra oggi 20 milioni di fatturato (di cui il 33% proveniente da accessori come combustibili, piastre, pietre pizza e griglie), 50mila barbecue venduti l’anno, declinati in ben 68 modelli, richiestissimi soprattutto al nord (il 50% del mercato) e un po’ meno al centro (30%) e al sud, dove si continuano a preferire le griglie casalinghe (20%).

Ma la saga inizia nel 1952 a Chicago, nell’Illinois, quando George Stephen, assemblatore di piastre d’acciaio presso lo stabilimento Weber Brothers Metal Works, 12 figli e una passione per le grigliate di famiglia, decide di inventare un sistema di cottura a prova di fiammate e folate di vento. Lo spunto arriva dal mare, osservando una boa metallica di segnalazione: perché non creare un braciere a sfera? Tagliata a metà, la parte inferiore della boa viene destinata a braciere, mentre la superiore a coperchio, con tanto di impugnatura. E’ la rivoluzione: perché con questo metodo Stephen, grazie alla convenzione del calore garantita dal coperchio, riesce ad ottenere cotture morbide e delicate, senza disperdere gli aromi, eliminando al tempo stesso fumi e cattivi odori. Sulla scia del successo, nasce così un nuovo brand, il Weber-Stephen (in collaborazione con l’azienda dove George era impiegato) e il primo barbecue a sfera con coperchio, l’Original Kettle, progenitore di un’infinità di graticole chiuse, immortalato per sempre nel marchio di nuova azienda che diventerà famosa nel globo. 

Ma in quest’estate di distanziamento gli italiani continueranno a grigliare, soprattutto a casa? “Difficile prevedere”, spiega ancora Zordan, “perché ogni mercato è diverso. In Spagna ad esempio la gente ama andare al ristorante e non sarà facile interpretare la domanda. In Italia una cosa è certa: grazie anche a Weber, che sta aiutando a codificare le tecniche di cottura (l’hashtag di questa stagione è infatti #iogriglioconweber), il barbecue non è più il fratello minore della cucina tradizionale bensì una sua degna alternativa. Le differenze con i griller d’Oltreoceano? Negli Usa si privilegiano le cotture lunghe e l’uso abbondate di salse e spezie, mentre gli italiani, più avventurosi, sperimentano nuovi piatti e sapori, dando risalto alla qualità di prodotti a km 0”. 

Moderni, sicuri e di bell’aspetto i grill Weber si declinano nella versione a carbone, gas, elettrico e pellet, combustibile questo che scaldandosi rapidamente permette alla griglia di raggiungere prima la giusta temperatura. “I modelli a carbone rappresentano ancora il 55% del nostro fatturato, seguiti da quelli a gas (40%) e poi da quelli elettrici (5%)”, spiega ancora Zordan. “L’apprezzamento però per il gas va crescendo: la diffidenza verso il fatto che non garantisca gli stessi sapori dati dalla brace sta venendo meno. E poi grazie alle bombole è molto più pratico”. 

Tra i modelli più noti da segnalare il Kettle Master Touch, discendente dell’Original Kettle, in assoluto il più venduto, e la sua versione portatile Smokey Joe. Insieme al nuovissimo Spirit Ep-335, con ben tre bruciatori, top di gamma della linea a gas. Ma anche sistemi di cottura così basic possono diventare smart: è dell’inizio del 2020 il lancio del Weber Connect Smart Grilling Hub, dispositivo per grigliate intelligenti, premiatissimo all’ultimo CES (Consumer Electronics Show) di Las Vegas. “E' impossibile – conclude Zordan- non trovare il barbecue preferito”. I serial griller della fase 2 sono avvisati.

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EFA News - European Food Agency
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