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Cool Head Europe (refrigerazione) apre sede in Grecia

Umberto Chiatto (resp. marketing): "Sarà polo logistico per il presidio del nuovo mercato"

Ci è voluto il covid 19 per fermare dieci anni di crescita costante nel fatturato. Arrivato a un giro d'affari da 13 milioni di euro nel 2019, con una crescita costante del 14-17% annuo dal 2010, Cool Head Europe, azienda italianissima nonostante il nome che sviluppa sistemi di refrigerazione professionale per il canale horeca (e per quello farmaceutico e sanitario) potrebbe subire una battuta d'arresto in questo 2020. “Ci aspettiamo un fatturato in linea con quello del 2019, senza alcun aumento sensibile. Il canale horeca è fermo ed è quello che produce il 75% del nostro fatturato, con un 15% che arriva dalla grande distribuzione e un 10% dall'healthcare e industria. La differenziazione dei mercati e una percentuale di export del 40% all’inizio ha aiutato. Poi, però, anche i mercati esteri si sono bloccati”, dice Umberto Chiatto, responsabile marketing di Cool Head Europe. 

L'azienda nata nel 2010 produce 13 mila pezzi l'anno destinati a horeca e settore beverage, tra frigo professionali, per gastronomia, vetrine bar per bibite e acqua (San Bernardo e San Benedetto sono due tra i principali clienti in Italia), cantinette vino e birra (quella artigianale di Baladin è un altro cliente storico) espositori retail, abbattitori. Tutto ciò che è freddo, insomma, arriva da Cool Head Europe, sede legale a Reggio Emilia, quella operativa a Torino, dove c'è anche il centro logistico, l'80% dei prodotti arriva dalla Cina dove c'è lo stabilimento principale e dove lavora il 40% dei dipendenti: gli altri impianti sono in Spagna e in Turchia. Con oltre 500 prodotti in catalogo, i prezzi variano dai 150 euro per un minibar per gli hotel ai 10 mila euro degli espositori per il retail. Con il 60% del fatturato che arriva dall'Italia e il resto dai 51 paesi esteri in cui è presente, Cool head Europe punta adesso sulla Scandinavia. 

Approfittando dell'emergenza covid 19, l'azienda ha accelerato il suo percorso di internazionalizzazione. “Abbiamo aperto da un paio di mesi una nuova sede in Grecia. Al momento è una sede commerciale ma è destinata a diventare anche un polo logistico che permetterà di consolidare la gestione diretta del mercato, differenziando ulteriormente la presenza all’estero, con una ottimizzazione dei processi logistici nei confronti dei paesi dell’Est Europa e del Middle East”, sottolinea Chiatto. L'emergenza ha permesso di concentrarsi sullo sviluppo di nuovi progetti come l'ecommerce. 

“Abbiamo differenziato la distribuzione delle nostre linee di prodotti aprendo un nuovo canale e-commerce che ci sarà utile per metterci al passo con la brusca virata sui canali online dettata dalla pandemia e per essere più competitivi sul mercato in generale - spiega Chiatto - Stiamo studiando anche nuovi prodotti come un abbattitore a dieci teglie per la gastronomia, la pasticceria e la gelateria, che è un canale a cui teniamo molto per il futuro. Implementiamo il tutto con nuovi servizi aggiuntivi di carattere finanziario, come il noleggio operativo, per andare incontro alla mancanza liquidità che sicuramente dovremo affrontare”. 

Nella grande distribuzione, da un anno e mezzo, Cool Head Europe ha lanciato i nuovi murali (frigo espositori per carni, macelleria, pescheria, prodotti confezionati) e punta adesso sull'alto di gamma per prodotti personalizzabili, come il vano per la gastronomia di lusso già presenti negli store di Eataly e inquelli del Viaggiator Goloso del gruppo Unes.

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