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Rizzoli Emanuelli, fatturato 2019 a 33,6 mln (+5%)

Intervista esclusiva con Francesco Rizzoli

Non tutto il male del coronavirus è venuto per nuocere, si potrebbe dire. Almeno nel comparto food. Un esempio è Rizzoli Emanuelli, la più antica industria conserviera d'Italia, attiva dal 1906. Preso atto dell’aumento del 23% nelle richieste di consegne a domicilio di prodotti di alta qualità ha potenziato il suo shop online con una serie di nuove confezioni acquistabili tutte a meno di 30 euro, compresa la spedizione (vedi EFA News del 28/5/2020). “Si tratta di tre prodotti in offerta destinati a chi è in casa. La latta storica con tonno, sgombro e alici, una proposta con sei confezioni di tonno e due latte di acciughe e salsa di acciughe, una con due latte di sgombro e una con 10 latte di sgombro e due di piccanti”, spiega Francesco Rizzoli, key account manager dell'azienda di famiglia. Giovane, trent'anni, da cinque anni in azienda, Rizzoli punta, una volta passata la buriana del covid 19, a incrementare l'export. 

“Ancora pochi anni fa l'export fruttava più o meno 100 mila euro. Oggi siamo a 1,5 milioni di euro su oltre 33 milioni di fatturato. Andiamo avanti e puntiamo a nuovi mercati oltre a quelli già consolidati come il Giappone, che continua ad avere un consumo imponente dei nostri prodotti, soprattutto la pasta d'acciughe che esportiamo in barattoli da 440 grammi, da 1,4 chili e anche in un secchiello da 5 chili. Siamo in Svizzera, prima azienda italiana di conserve ad avere ottenuto 4 anni fa la certificazione Msc, in Romania, Corea del Sud, Francia, Australia ma i prossimi obiettivi sono gli Stati Uniti e il Canada e anche il sud America e paesi come il Brasile”, sottolinea il manager. 

Tra pochi giorni usciranno i dati definitivi relativi al 2019, che Efanews è in grado di anticipare: per la precisione, un fatturato a 33.659.874, in rialzo di oltre il 5% rispetto al 2018, ebitda a 755.922 euro (da 582.159 del 2018), ebit a 514.246 euro (da 346.440 euro del 2018), risultato corrente a 516.980 euro (era 317. 874 l'anno precedente). 

“Marzo e aprile sono andati bene ma temo pagheremo qualcosa nei prossimi mesi”, anticipa Rizzoli. Il grosso del business è concentrato in Italia dove l'azienda di Parma produce, per la ristorazione e per quasi tutte le insegne della gdo (tra cui Carrefour, Panorama, Despar, Coop, Esselunga, Conad) acciughe provenienti dal mar Mediterraneo e dal Mar Cantabrico, nel Nord della Spagna, lavorate a mano. In questo 2020 Rizzoli stima di produrre oltre 1.115 tonnellate di sgombri, commercializzando come ogni anno 13 milioni di scatolette, 558,8 tonnellate circa di alici e acciughe, oltre 179,5 tonnellate di sardine, 23,7 tonnellate di pasta d'acciughe (più del doppio rispetto al 2019) e più di 344,4 tonnellate di tonno. “In Italia i clienti sono soliti trovarci negli scaffali della gdo, soprattutto nel Nord e nel Centro Italia - spiega Rizzoli - Arriviamo fino alla Toscana e parte del Lazio, da Roma in giù facciamo più fatica ma da tre anni abbiamo cominciato comunque una distribuzione più massiccia”. 

Altra novità, il debutto nel banco frigo dei freschi con le Alici del Mar Cantabrico. Quattro varianti di gusto top quality a base delle migliori alici del Mar Cantabrico, nel nord della Spagna, certificate MSC pesca sostenibile, racchiuse in una pratica e innovativa confezione a vista con velo salva freschezza. “Quello dei prodotti a bassa salatura da conservare nel banco frigo è l'ultima novità ed è anche il trend del prossimo futuro per noi - sottolinea Rizzoli - In Italia l'obiettivo è lo sviluppo del food, il consolidamento nel Nord e ne Centro su tutte le categorie merceologiche. Intendiamo implementare la nostra presenza a scaffale, anche se uno dei settori che teniamo d'occhio è il banco frigo, il mondo dei freschi”. 

Attualmente la produzione di Rizzoli si suddivide in 49% alici, 28% sgombro e 16% tonno, come prodotto di altissima qualità. “Vorremmo incrementare di un 20%-25% proprio il tonno come produzione di altissima qualità in vaso di vetro premium, anche se siamo consci che si tratta di un mercato complesso, dominato dalle multinazionali - spiega Rizzoli - Abbiamo in mente cambiamenti con la creazione di nuove unità produttive all'estero oltre a quelle che abbiamo attualmente in Albania, Croazia e Marocco”. L'obiettivo, insomma, è crescere in un mercato come quello delle alici che in Italia vale 100 milioni di euro (“ma è fermo da anni”, dice Rizzoli) e quello dello sgombro che vale 35 milioni di euro (il tonno fa storia a sé e vale oltre un miliardo di euro). 

Durante il coronavirus l'azienda non si è mai fermata: per questo Rizzoli ha istituito uno speciale premio di produzione che ammonta al 25% della retribuzione ordinaria e, per sostenere le lavoratrici presenti in azienda con figli minori di 12 anni, un premio extra di 400 euro. 

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