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Immuni, da oggi scaricabile dalle bottiglie di latte Granarolo

L'app è diventata interoperabile con gli altri paesi europei

Granarolo ha deciso di sostenere la diffusione di Immuni, l’applicazione per la notifica di esposizione al rischio di contagio da Covid-19 realizzata dal ministero per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione e gestita dal ministero della Salute. Su circa 10 milioni di bottiglie di latte che ogni mese vengono commercializzate, compare in etichetta un Qr Code che consente di scaricare l’applicazione Immuni.

Il logo compare sulle etichette di tutti i formati (500ml, 1l, 1,5l) delle referenze di latte fresco e alto pastorizzato a marchio Granarolo: "Latte Fresco Alta Qualità", "Latte Fresco Piacere Leggero", "Latte Più Giorni Intero", "Latte Più Giorni Parzialmente Scremato". “Abbiamo deciso di dare una mano in un frangente di grande delicatezza per il paese mettendoci a disposizione del Governo con l’elemento più prezioso che abbiamo, la nostra etichetta, che ogni giorno entra nelle case di milioni di italiani per accompagnare il rituale della colazione”, ha commentato Gianpiero Calzolari, presidente di Granarolo. “Immuni è uno strumento importante per monitorare e limitare i contagi sempre più numerosi. I nostri consumatori potranno scaricare con un semplice cellulare la app, nella speranza di un prossimo ritorno alla normalità”.

Sviluppata nel pieno rispetto della normativa italiana e di quella europea sulla tutela della privacy, l’app si può scaricare sui cellulari in tutta Italia e si propone come un aiuto tecnologico per limitare la diffusione del virus. Il suo impiego è volontario e permette agli utenti di ricevere notifica di eventuali esposizioni al virus. L’app scambia codici alfanumerici degli utenti, non registra nominativi e altri elementi che possano ricondurre all’identità della persona positiva o di chi abbia ricevuto notifiche.

Recentemente Immuni ha ampliato il suo raggio d’azione ed è diventata interoperabile con le applicazioni di notifica di esposizione al rischio di contagio adottate dagli altri paesi europei e che utilizzano analoga tecnologia. L’Italia, insieme a Germania e Irlanda, fa parte del primo gruppo di stati dell’Unione ad aver avviato l’interoperabilità delle applicazioni, resa possibile grazie all’impegno della commissione europea.

hef - 15029

EFA News - European Food Agency
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