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Dpcm/2: anche VéGé chiede la riapertura dei centri commerciali

Santambrogio: "Garantire lo shopping natalizio in totale sicurezza, non limitare gli orari"

Gruppo VéGé, che rappresenta oltre 3.500 punti di vendita della moderna distribuzione in tutta Italia, (da Bennet ad IperTosano, da Decò a Metro, da Migross a Sidis, etc), si allinea a Federdistribuzione, Cncc e Confimprese, chiedendo al Governo che, nel prossimo Dpcm, si preveda la riapertura dei centri commerciali nel fine settimana. 

Difatti le tre federazioni hanno effettuato con forza la stessa richiesta all'amministrazione nazionale. Il presidente di Federdistribuzione, Claudio Gradara: "È evidente che se non si consente ai consumatori di accedere ai negozi situati nelle periferie urbane, si rischia di favorire gli assembramenti nelle vie delle città e dei centri storici, soprattutto in vista del prossimo fine settimana con ben quattro giorni festivi e prefestivi". "Ci chiediamo come sia possibile pensare di tenere chiusi i negozi dei centri commerciali nei fine settimana più importanti di tutto l’anno, un anno tra l’altro estremamente catastrofico sotto il profilo delle attività economiche e che in alcun modo i provvedimenti del Governo potranno adeguatamente ristorare", commenta il presidente del Cncc Roberto Zoia. "Qui c’è in gioco molto più di quanto si possa pensare: il commercio vale 445 miliardi di Euro con 3,4 milioni di addetti, è un motore dell’economia e un serbatoio occupazionale importantissimo", continua il presidente di Confimprese, Mario Resca.

Giorgio Santambrogio, Ad del Gruppo, ha sostenuto: “La chiusura dei centri commerciali nel week end porterebbe a ridurre il numero di punti vendita dove effettuare gli acquisti, privilegiando le piccole superfici in città a scapito dei negozi con una capienza maggiore, situati nelle periferie urbane. Questo favorirebbe pericolosi assembramenti nelle vie dello shopping dei centri storici e nei centri urbani. In questa fase è necessario aumentare e non diminuire i luoghi dove poter acquistare". 

L'amministratore delegato ha specificato che la salute dei cittadini italiani vale più di ogni altra cosa ed è per questo che bisogna favorire delle norme che permettano ai consumatori la possibilità di diversificare i luoghi dove fare shopping e più tempo per farlo, in totale sicurezza. "Sarebbe decisamente deleterio se nel prossimo decreto dovessero chiudere nel week end i centri commerciali, essere limitati gli orari e inibita negli stessi ipermercati e nei centri commerciali la vendita di prodotti che siano al di fuori della sfera alimentare come, ad esempio, gli addobbi natalizi. Non dobbiamo dimenticare il notevole danno economico, soprattutto nei fine settimana più importanti dell’anno, per un settore che durante questa pandemia ha continuato a lavorare responsabilmente, assicurando la continuità del servizio ai cittadini in tutta Italia, garantendo il massimo della sicurezza e della convenienza e assicurando la stessa qualità di sempre dei prodotti freschi e freschissimi".

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EFA News - European Food Agency
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