Non riceve alcun finanziamento pubblico
Direttore responsabile:
CLARA MOSCHINI

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Avanti tutta con il progetto Neptune

Nel 2020 è iniziata la ricognizione dei 21 siti d’immersione a cura dell’Area marina protetta di Portofino

Si chiama come Nettuno, il dio latino delle acque e delle correnti e dio del mare e dei terremoti. In realtà, il suo nome è Neptune, complicato acronimo per PatrimoNio naturalE e culTUrale sommerso e gestione sosteNibile della subacquEa ricreativa: è un progetto cofinanziato dal Programma di cooperazione transfrontaliera Italia Francia Marittimo 2014-2020 per un totale 2.302.709,82 euro (di cui 1.957.303,35 coperti dal contributo Fesr) finalizzato a favorire lo sviluppo sostenibile delle attività ricreative e professionali subacquee, garantendo e sviluppando la tutela degli habitat marini e costieri ad elevato valore naturalistico e culturale. Capofila del progetto Neptune è il Consorzio di gestione dell'Area Marina Protetta di Portofino e partner sono la Regione Liguria, la Regione Sardegna, il Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, il Parc national de Port-Cros, la Région Sud Provence – Alpes - Côte d'Azur e il Centre de Découverte du Monde Marin. 

Ebbene nonostante tutti i problemi legati alla crisi da covid le attività del progetto Neptune, sono andate avanti. Nel corso dell’estate 2020 sono iniziate le attività operative di progetto con la ricognizione degli elementi del patrimonio naturale nei 21 siti d’immersione a cura dell’Area Marina Protetta di Portofino, responsabile della componente naturale di Neptune: in collaborazione con il Distav, il Dipartimento di scienze della terra dell'ambiente della vita dell'Università di Genova, sono iniziati i lavori per stimare e valutare i benefici e gli impatti derivanti dalla fruizione dei servizi ecosistemici. 

“I siti subacquei sono stati investigati tramite una trentina di immersioni subacquee tra 10 e 40 m di profondità attraverso videotransetti - dicono i tecnici dell’Area marina protetta di Portofino - In ogni sito abbiamo calcolato la frequenza a ciascuna profondità di un totale di 57 Otu, Unità tassonomiche operative. Ad ogni Otu è stato associato un valore di vulnerabilità all’impatto subacqueo, ed è stato così possibile sviluppare un indice utilizzato per definire un valore di sensibilità di ciascuna profondità di ciascun sito. Le zone più superficiali (10-20 m) sono risultate mediamente meno sensibili all’impatto, con l’eccezione di siti caratterizzati dalla presenza di grotte (ad esempio Dragone e Grotta della Colombara), mentre a 30 m di profondità i siti fortemente sensibili sono la maggioranza. A 40 m la sensibilità diminuisce leggermente, pur rimanendo globalmente elevata. Il sito Grotta della Colombara è risultato il più vulnerabile”. 

Regione Liguria ha attivato la collaborazione con tutti i soggetti attuatori previsti nel progetto. In particolare, il 2020 ha visto l’intensa attività di campo di Arpal che ha effettuato la ricognizione degli elementi naturali nei siti di immersione lungo la costa ligure, privilegiando le aree caratterizzate da una minor pressione antropica, fuori dalle aree marine protette, in modo da valorizzare il patrimonio di biodiversità che caratterizza il fondale ligure anche nelle mete meno note. 

Complessivamente, grazie al materiale raccolto nei siti di indagine, è stato possibile censire più di 170 specie di interesse naturalistico contribuendo ad aggiornare il data base regionale della biodiversità: tra queste, si è potuto verificare la presenza di una quindicina di specie protette, confermando ancora una volta la ricchezza in termini di biodiversità e varietà di habitat, dei fondali liguri anche al di fuori delle aree più rinomate e battute dal turismo subacqueo. 

In stretta relazione con Neptune, Regione Liguria ha inoltre rilanciato il distretto della subacquea ligure: nato nel 2019, promuove attività e progetti legati alla subacquea nella Regione Liguria creando un network e coinvolgendo tutti i soggetti che operano nell’ambito subacqueo. Tra le principali attività varate nel 2020 e collegate al distretto ligure, il corso di formazione organizzato da Regione Liguria con il contributo dell’Università di Genova rivolto a guide e istruttori subacquei, la campagna di sensibilizzazione e valorizzazione tramite la realizzazione di filmati incentrati sulle bellezze dei fondali regionali. Il 2021 vedrà proposte e idee di valorizzazione del distretto con la pianificazione, insieme a tutti i soggetti coinvolti, di progettualità innovative.

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