Non riceve alcun finanziamento pubblico
Direttore responsabile:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram LinkedIn

Montelvini soffre per l’Horeca, ma è pronta a ripartire

Intervista esclusiva al Ceo Alberto Serena

Nonostante le difficoltà dovute alla paralisi dell'Horeca, Montelvini guarda al 2021 con tanti progetti in cantiere. Abbiamo intervistato il Ceo della cantina trevigiana, Alberto Serena.

Per Montelvini, il gruppo vitivinicolo della famiglia Serena che da cinque generazioni produce vini nel cuore della Docg Asolo Montello, l’Horeca rappresentava l’85% del mercato. Va da sé che il 2020 sia stato un anno profondamente critico in termini di fatturato. Ma la cantina già guarda al futuro: tanti i progetti in cantiere, dalla ristrutturazione al consolidamento dell’e-commerce (vedi articolo su EFA News del 15/1/2021). A condividerli con EFA News è il Ceo Alberto Serena.

Come si sono chiuse le vendite 2020? Quali obiettivi vi siete posti per il 2021?

Se guardiamo ai dati oggettivi, abbiamo perso il 27% del fatturato, per cui da 27 milioni e mezzo di euro siamo passati a 20, tornando indietro di 3 anni… Per il 2021 contiamo senz’altro di recuperare una parte del fatturato, tra il 10% e il 20%. Molto ovviamente dipende da quando lasceranno libere le persone di tornare alla loro vita normale, ma soprattutto da quando si riaprirà l’Horeca. L’obiettivo è quello di recuperare almeno una parte di quello che abbiamo perso l’anno scorso.

Quanto e come ha inciso l'emergenza ancora in corso?

Ovviamente essendo noi per l’85% sul canale Horeca, per noi l’impatto della crisi è stato drammatico e continua a farsi sentire, soprattutto con una prospettiva ancora non chiara di quando si potrà riaprire e ripartiranno un po’ le cose. Purtroppo si vive ancora nell’incertezza, anche se i segnali che registriamo ogni volta che c’è una minima riapertura (vedi “zone gialle”) evidenziano senza ombra di dubbio alcuno che la gente ha voglia di uscire e di consumare. Non è che il mercato non esista, ma semplicemente è in attesa di ripartire.

Quali progetti avete dovuto rivedere e quali invece implementare?

Noi avevamo il progetto di partire con la ristrutturazione della cantina nel 2021, anzi in realtà doveva iniziare già nel 2020. Abbiamo poi dovuto stoppare tutto a marzo e adesso siamo ripartiti con una prima parte, che prevede di ristrutturare la parte di produzione con l’inserimento di 16 autoclavi nuove. Intanto, insomma, faremo quello. Dopo, se il mercato ripartirà, partiremo anche con il resto della ristrutturazione, altrimenti ci limiteremo a questo.

Qual è stato l'apporto dell'e-commerce e come prevedete di svilupparlo in futuro?

L’apporto è ancora molto limitato per il nostro mercato, ma, considerato che siamo partiti in lockdown, sta dando comunque delle risposte interessanti. Tra vendite dirette e e-commerce abbiamo registrato un incremento del 20%. Certo, per noi è meno del 5% del fatturato, ma è comunque un segnale e di sicuro si tratta di un segmento che va sviluppato ulteriormente. Non ci aspettiamo risultati a breve, ma è solo che destinato a crescere nel futuro.

Pensate di espandervi in nuovo canali o mercati e quali?

Noi stiamo aumentando la presenza in grande distribuzione, anche se non in maniera drastica perché vogliamo mantenere un posizionamento corretto. Puntiamo quindi di implementare il numero delle catene presidiate per l’anno prossimo, senza appunto farlo in maniera massiccia, ma dando valore ai nostri vini, anche perché l’Asolo registra un interesse sempre maggiore sul mercato e c’è sempre più una richiesta specifica per quello.

mtm - 16308

EFA News - European Food Agency
Collegate
Simili