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La top 10 delle "intuizioni" sul clima 2020

Classifica stilata da 57 scienziati provenienti da 21 paesi

Un gruppo di 57 scienziati provenienti da 21 paesi ha stilato la classifica delle 10 intuizioni sul clima del 2020, presentata ieri 27 gennaio da Patricia Espinosa, segretario esecutivo della convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc). Il rapporto, realizzato con cadenza annuale dal 2017, si rivolge alla comunità politico-scientifica internazionale ed è il risultato della collaborazione tra Future Earth, Earth League e il World Climate Research Program (Wcrp). L'unico rappresentante spagnolo è l'ecologo Josep Peñuelas, Csic atCreaf.

Il documento tratta dalla necessità di ridurre drasticamente le emissioni per rispettare l'accordo di Parigi, ai crescenti fattori di rischio, come le emissioni di permafrost attualmente non contabilizzate, alle preoccupazioni sull'indebolimento dei sistemi di trattenimento del carbonio negli ecosistemi terrestri e agli impatti del cambiamento climatico nei torrenti d'acqua dolce e sulla salute mentale. Il rapporto sottolinea anche le opportunità derivanti da nuove intuizioni sull'economia e sulla governance del cambiamento climatico. Si stima che i costi di investimento nel periodo 2020-2024 per soddisfare l'accordo di Parigi siano solo la metà dei pacchetti di aiuti finanziari post-pandemia annunciati finora. Tuttavia, il rapporto rileva che i governi non riescono a cogliere l'opportunità offerta dagli eventi attuali per un cambiamento in positivo. Ad esempio, i governi del G20 stanno impiegando il 60% di risorse in più in attività basate sui combustibili fossili che in investimenti sostenibili.

Di seguito i principali approfondimenti di quest'anno:

1.Una migliore comprensione della sensibilità della terra all’anidride carbonica rafforza il sostegno ad ambiziosi tagli delle emissioni per rispettare l’accordo di Parigi: la sensibilità del clima all’anidride carbonica (quanto la temperatura aumenta con un certo aumento delle emissioni) è ora meglio compresa. Questa nuova conoscenza indica che è meno probabile che riduzioni moderate delle emissioni, possano condurre al raggiungimento degli obiettivi climatici di Parigi.

2.E’ probabile che le emissioni provenienti dallo scongelamento del permafrost siano peggiori del previsto: le emissioni di gas serra dal permafrost saranno maggiori rispetto alle previsioni a causa dei processi di disgelo bruschi, che non sono ancora presi in considerazione dai modelli climatici globali.

3.Le foreste tropicali potrebbero aver raggiunto il picco di assorbimento di carbonio: gli ecosistemi terrestri attualmente assorbono il 30% delle emissioni umane di Co2 grazie a un effetto di fertilizzazione della Co2 sulle piante. 

4.Il cambiamento climatico aggraverà la crisi idrica: nuovi studi empirici dimostrano che il cambiamento climatico sta già causando eventi estremi di precipitazione (inondazioni e siccità), scenari che a loro volta portano a crisi idriche. 

5.Il cambiamento climatico può influire profondamente sulla nostra salute mentale: le calamità naturali contribuiscono all’ansia e all’angoscia. 

6.I governi non stanno cogliendo l’opportunità per una ripresa ecologica dal Covid-19: i governi di tutto il mondo stanno mobilitando più di 12 trilioni di dollari per la ripresa dalla pandemia. A titolo di confronto, si stima che gli investimenti annuali necessari per un percorso in linea con l'accordo di Parigi siano di 1,4 trilioni di dollari.

7.Il Covid-19 e il cambiamento climatico dimostrano la necessità di un nuovo contratto sociale: la pandemia ha messo in luce le inadeguatezze sia dei governi che delle istituzioni internazionali per far fronte ai rischi transfrontalieri.

8.Lo stimolo economico incentrato principalmente sulla crescita metterebbe a repentaglio l’accordo di Parigi: una strategia di ripresa post Covid-19 basata sulla crescita prima e sulla sostenibilità poi, farebbe probabilmente fallire l’accordo di Parigi.

9.L’elettrificazione nelle città è fondamentale per delle transizioni giuste verso la sostenibilità.

10.Andare in tribunale per difendere i diritti umani può essere un’azione essenziale per il clima: attraverso il contenzioso sul clima, le comprensioni legali su chi o cosa è un detentore dei diritti si stanno espandendo, fino a includere le generazioni future, non nate ed elementi della natura, nonché chi può rappresentarli in tribunale.

hef - 16565

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