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Balsamico "sloveno": la Commissione prende tempo

Tre mesi per decidere sulla denominazione

A seguito del parere circostanziato depositato dall’Italia, la Commissione europea ha prorogato di tre mesi, dal 3 marzo 2021 al 3 giugno 2021, l’obbligo di standstill sulla norma slovena sull’aceto. Sulla questione aveva preso posizione il ministro Patuanelli, che pochi giorni fa aveva assicurato che il Governo si sarebbe attivato presso la Commissione europea per esprimere le proprie riserve sulla Legge slovena sull’aceto, con particolare riferimento al grave pregiudizio che la predetta norma arreca alle produzioni italiane di Aceto balsamico di Modena IGP, Aceto Balsamico di Modena DOP e Aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia DOP. L'intervento del governo era stato sollecitato anche da Federvini.

Sul punto era intervenuto anche l’on. Paolo De Castro, con un’interrogazione scritta alla Commissione europea per chiedere un intervento urgente dell’Esecutivo comunitario nei confronti della richiamata norma slovena. A parere di De Castro, infatti, l’introduzione della denominazione aceto balsamico, unitamente alle altre denominazioni di vendita controverse, quali aceto vegetale, misto o di vino diluito, costituiscono una violazione, non solo della tutela delle citate DOP e IGP, ma anche di una corretta informazione al consumatore, in spregio ai regolamenti UE n. 1169/2011, n. 1151/2012 e allo Standard CEN 13188.

Secondo Coldiretti, "l'inaccettabile scippo del nome 'aceto balsamico' da parte della Slovenia mette a rischio un miliardo di euro di valore al consumo e rappresenta un attacco all'intero sistema del Made in Italy di qualità".

red - 17462

EFA News - European Food Agency
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