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CLARA MOSCHINI

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Nas: controlli sulle norme anti-Covid nei supermercati

18 tamponi positivi al virus e 12 esercizi chiusi in diverse città italiane

In attesa di conoscere i risultati di attività di controllo sui mega-assembramenti del we, sono arrivati i dati sul rispetto delle norme anticovid nei supermercati, sperando che non rimanga questa l'unica categoria sociale messa sotto osservazione, con gli operatori di cassa sottoposti, peraltro a un rischio evidente. Insomma, nell'arco di dieci giorni (dal 10 al 20 aprile, ed i cui risultati sono stati comunicati solo oggi) a tutela della salute collettiva nel periodo di emergenza sanitaria, il Comando Carabinieri per la tutela della salute, d’intesa con il ministro della Salute, ha condotto una campagna di verifiche a livello nazionale presso i supermercati, al fine di accertare la corretta esecuzione delle operazioni di sanificazione degli ambienti e delle attrezzature per limitare il contagio da Covid-19.

Complessivamente sono stati ispezionati 981 esercizi commerciali individuati tra quelli di maggiore afflusso - su un totale di oltre 23 mila punti vendita tra ipermercati (911) supermercati (21101), discount alimentari (1716) - rilevando irregolarità presso 173 di essi, pari al 18%, deferendo all’Autorità giudiziaria 9 responsabili di supermercati e sanzionandone ulteriori 177 con violazioni amministrative per un ammontare di 202 mila Euro.

Sono state contestate 226 irregolarità, delle quali 39 riconducibili a carenze igieniche per mancata esecuzione delle operazioni di pulizia e sanificazione dei locali e delle attrezzature ad uso comune, l’omessa indicazione delle informazioni agli utenti sulle norme di comportamento e sul rispetto del numero massimo di presenze contemporanee all’interno dei locali e della distanza interpersonale durante gli acquisti e alle casse. Sono stati accertati, inoltre, il malfunzionamento o l’assenza dei dispenser per la disinfezione delle mani ed il mancato rispetto delle distanze interpersonali.

Al fine di individuare l’efficacia delle periodiche operazioni di pulizia e sanificazione, sono stati eseguiti tamponi per la ricerca del Covid-19 sulle superfici ritenute di maggiore contatto, realizzando 1060 campioni con il supporto di tecnici prelevatori e dei laboratori delle Asl, Arpa (Agenzie regionali di protezione ambiente), Izs (Istituti zooprofilattici sperimentali del ministero della Salute) ed enti universitari.

Gli esiti analitici hanno rilevato la positività alla presenza di materiale genetico del virus in 18 casi riconducibili a carrelli e cestini impiegati dalle utenze, tastiere per il pagamento bancomat e carte di credito (Pos), tasti delle bilance e dispositivi “salvatempo” impiegati dagli utenti per la lettura automatica dei prodotti acquistati. I supermercati presso i quali sono state evidenziate positività al Covid-19, appartenenti a diverse aziende della Grande Distribuzione, sono stati individuati nelle città di Roma, Latina, Frosinone, Grosseto, Terni, Salerno e Catania nonché in altri esercizi nelle province di Parma, Perugia e Cagliari.

Nell’ambito del piano ispettivo, i Carabinieri Nas hanno individuato anche gravi carenze igieniche, gestionali e strutturali che hanno determinato l’esecuzione di provvedimenti di immediata sospensione dell’attività commerciale nei confronti di 12 supermercati, dei quali 3 per violazioni alle misure anti-Covid, ed il sequestro di oltre 2000 kg di prodotti alimentari risultati non adatti al consumo, per mancanza di tracciabilità e modalità di conservazione non idonea.

red/f - 18544

EFA News - European Food Agency
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