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Ue-Pac: Filiera Italia sullo stop al negoziato tra i vertici europei

"La Commissione non sembra avere consapevolezza del ruolo centrale della produzione agricola e degli agricoltori”

Scordamaglia: "Serve ripresa concreta della discussione partendo innanzitutto da quello studio di valutazione di impatto che la Commissione incomprensibilmente rifiuta di fare sul Farm to Fork".

Filiera Italia esprime preoccupazione per il mancato accordo politico del trilogo (ossia della riunione di vertice tra le istituzioni europee: Commissione, Consiglio e Parlamento) sulla Politica Agricola Comune che dovrebbe consentire la programmazione degli investimenti nelle aziende agricole italiane per una spesa di circa 50 miliardi da qui al 2027. “La sensazione è che da più parti non si capisca la fondamentale importanza della Pac, un indispensabile supporto per milioni di agricoltori che garantiscono quella food security sempre più centrale e strategica a livello globale per assicurare nel contempo indipendenza strategica e sostenibilità dei nostri territori. Concetti chiari per molti paesi terzi che ne fanno un punto reale nella loro sicurezza futura, ma che l’Europa sembra ignorare” ha detto Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia. 

“Essenziale che gli sforzi importanti ed i maggiori requisiti ambientali che vengono richiesti agli agricoltori europei siano accompagnati da un adeguato livello di sostegno concreto alla produzione europea basata da sempre sugli standard più alti al mondo - dice ancora Scordamaglia - affinché i costi più elevati sostenuto per garantire tali standard non ricadano solo sui cittadini, creando una situazione in cui produzioni di qualità diventino, a causa dei costi elevati, appannaggio solo di un’élite di consumatori privilegiati”. 

E prosegue Scordamaglia “Lo scopo deve essere una vera Pac che garantisca una transizione verde dentro la filiera produttiva e non contro di essa”. 

Filiera Italia, quindi, auspica una ripresa concreta della discussione partendo innanzitutto da quello studio di valutazione di impatto che la Commissione incomprensibilmente rifiuta di fare sul Farm to Fork. Sulla mancanza di tale studio Scordamaglia, infine, si domanda se questo dipenda dalla preoccupazione circa i numeri che emergerebbero e che potrebbero far intravedere - anche stando a uno studio interno della commissione stessa tenuto incomprensibilmente riservato - un crollo inaccettabile della produzione agricola europea a vantaggio solo dei paesi terzi che così sarebbero messi in condizione di esportare di più in Europa producendo con standard più bassi.

red - 19179

EFA News - European Food Agency
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