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Svizzera: gli elettori bocciano eliminazione pesticidi

Gallinella: "Logico, era come chiedere ai cittadini di abolire i farmaci per loro o per gli animali"

Mentre l'Ue si avvia all'approvazione del piano, da molti considerato irrealistico, del Farm to Fork, che prevede anche la drastica riduzione dei pesticidi chimici, la maggioranza degli elettori svizzeri si è dichiarata contraria all'eliminazione degli stessi pesticidi in agricoltura. È quanto emerge dai risultati del referendum che si è concluso ieri. Circa il 61% dei cittadini ha respinto le due iniziative che avrebbero imposto un divieto nazionale sui pesticidi sintetici entro 10 anni e messo fuori legge i generi alimentari importati prodotti utilizzando tali componenti.

“Era logico che finisse così! Sarebbe stato come chiedere ai cittadini di abolire farmaci per loro stessi o per gli animali. Dobbiamo lavorare per un uso consapevole di tutte le sostanze, punire chi non rispetta le regole e promuovere una vita sana e una dieta equilibrata”. È il commento del deputato Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura.

“Attraverso le nuove tecnologie, penso all’agricoltura di precisione e alla digitalizzazione, potremo migliorare l’uso dei fitofarmaci calibrandone le giuste dosi necessarie al benessere delle piante ed evitando di disperderne inutilmente nell’ambiente – prosegue – Con i fondi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza potremo migliorare le tecniche produttive, coniugando sostenibilità ambientale ed economica per garantire cibo di qualità, a prezzi accessibili a più persone possibili con il minor impatto sul Pianeta”.

Sui pesticidi, in particolare, erano due le iniziative sottoposte a referendum in Svizzera: la prima, ‘Per una Svizzera libera dai pesticidi di sintesi’, prevedeva un bando nazionale entro 10 anni, con divieto di commercializzazione di cibi importati prodotti in questo modo; mentre la seconda, ‘Per acqua potabile pulita e cibo sano’ puntava a limitare i sussidi governativi alle sole aziende agricole che non utilizzano pesticidi e utilizzano antibiotici solo per curare gli animali malati (non dunque a scopo “preventivo”). Il referendum puntava ad eliminare anche la quantità di liquame utilizzato sui campi, e quindi potenzialmente immessa nel sistema idrico.

red - 19425

EFA News - European Food Agency
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