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UE: le importazioni di miele dalla Cina sono diminuite

Risposta a interrogazione dell'on. Mara Bizzotto

Risposta dal Commissario Phil Hogan.

L’UE sostiene il settore del miele attraverso i programmi nazionali per l’apicoltura. Ai sensi dell’articolo 55 del regolamento (UE)1308/2013, recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli, gli Stati membri possono elaborare programmi nazionali triennali a favore del settore dell'apicoltura, per migliorare le condizioni generali di produzione e commercializzazione dei prodotti. In questo quadro di riferimento il settore apicolo italiano riceverà tre milioni di EUR l’anno per il periodo 2017-2019.

Come il miele prodotto nell’Unione, il miele importato deve soddisfare i requisiti della direttiva 2001/110/CE del Consiglio, concernente il miele nonché le norme generali in materia di sicurezza alimentare dell'UE.

L’UE non è autosufficiente per quanto riguarda il miele e procede a importazioni per coprire il proprio consumo interno. Nell’intento di tutelare il settore apicolo dell’UE, tali importazioni sono soggette a dazi(3). Nell’ambito dei negoziati commerciali internazionali, le importazioni possono avvenire in condizioni preferenziali, per esempio con i contingenti tariffari limitati ad aliquota ridotta.

La Cina non beneficia di dazi ridotti all'importazione. Nel 2016 l’UE ha importato 75.142 tonnellate di miele dalla Cina, ossia una riduzione del 23% rispetto alle 97.000 tonnellate importate l’anno precedente.







Interrogazione di Mara Bizzotto (ENF) del  14/9

Nell'agosto 2017 Coldiretti e Unaapi (Unione Nazionale Associazione Apicoltori Italiani) hanno lanciato l'allarme riguardo alla gravissima situazione dell'apicoltura italiana. Il maltempo e la siccità prolungata hanno provocato ingenti danni alla produzione Made in Italy causando perdite fino all'80%. Rispetto alla media annua di 23.000 tonnellate, nel 2016 la produzione italiana è stata dimezzata (16.000 tonnellate) e le stime per il 2017 indicano una produzione di circa 9-10.000 tonnellate, circa un terzo della media.

Considerato che in Italia 45.000 apicoltori producono oltre 50 varietà di miele di alta qualità per un fatturato di 150 milioni di euro; preso atto che le api sono importanti non soltanto per la produzione di miele, ma anche per la coltivazione di tutti quei prodotti agricoli che necessitano dell'impollinazione, come l'ortofrutta e il vino; considerando che il netto calo della produzione italiana ha determinato l'aumento delle importazioni di miele a basso costo, specialmente dalla Cina, dove è consentito l'utilizzo del polline Ogm che rappresenta un potenziale rischio per la salute dei consumatori europei; intende la Commissione:

intervenire con fondi straordinari e manovre di aiuto specifiche a tutela dell'apicultura italiana, a fronte delle difficoltà sostenute dai produttori?
garantire la sopravvivenza dell'apicultura italiana, settore importante per l'economia europea, limitando le importazioni di provenienza asiatica di dubbia qualità immesse sul mercato europeo a prezzi più bassi delle produzioni Made in Italy?


agu - 1994

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