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CLARA MOSCHINI

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Birra, annunciata la più grande malteria d'Italia

Sarà realizzata da K-Adriatica in Veneto. I contratti di filiera coinvolgeranno 800 imprese agricole

La più grande malteria d’Italia dal 2023 sarà targata K-Adriatica, società attiva da oltre 50 anni nei settori della produzione di fertilizzanti e del malto da birra con stabilimenti a Loreo, Melfi e Vukovar (Croazia), e un fatturato 2020 di € 113,5 milioni. 

Il progetto della controllata Italmalt, presentato oggi nel Municipio di Loreo (RO), ha l'obiettivo di sviluppare la produzione di malto da birra italiano per garantire il 60% del fabbisogno nazionale, pari a 208mila tonnellate, che oggi è coperto al 40%. Di questa quota, oltre il 40% (36mila ton) è prodotto da Italmalt nello stabilimento di Melfi.

K-Adriatica investirà circa 25 milioni di euro, di cui circa 22,6 milioni di euro destinati agli impianti tecnologici e 2,4 milioni di euro per lo stabilimento produttivo. Sono stimati investimenti per l’indotto fino a 10 milioni di euro. Lo stabilimento utilizzerà solo energia elettrica da cogenerazione con uso del 100% del calore. E’ prevista una riduzione del consumo di acqua del 35%. La produzione sarà ad elevato grado di automazione, collegata a un sistema integrato di stoccaggio e permetterà di occupare, tra diretti ed indiretti, oltre 100 persone. 

“Il nostro obiettivo è essere pronti per il raccolto dell’orzo a giugno 2023. Con il nuovo progetto – spiega Giovanni Toffoli, ad di K-Adriatica, - contiamo di sviluppare ulteriormente il mercato della birra 100% Made in Italy, aumentando la produzione del malto per birra per arrivare a coprire il 60% del mercato nazionale riducendo le importazioni che oggi sono pari a circa 125mila tonnellate. Attraverso i contratti di filiera, che coinvolgeranno circa 800 imprese agricole del Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Marche, K-Adriatica arriverà a produrre circa 92mila tonnellate di orzo da birra in 20mila ettari coltivati, suddivisi in 42mila tonnellate di orzo a Melfi e 50mila tonnellate di orzo a Loreo. La produzione di orzo italiano per la filiera della birra è un’opportunità per l’agricoltura anche con il recupero e la riqualificazione produttiva ed economica di aree agricole in fasce marginali. L’impianto di Loreo rappresenterà un polo di sviluppo per il Polesine e vedrà il Veneto come Regione di riferimento per il polo della birra del Nord est”.

Secondo l’Annual Report 2020 di AssoBirra, la produzione nazionale di birra si è attestata a 15.829.000 ettolitri, calando dell’8,4% rispetto al 2019 (quando aveva raggiunto i 17.288.000 ettolitri) e i consumi – colpiti dalle restrizioni imposte nel fuori casa – hanno segnato un calo dell’11,4% (18.784.000 ettolitri nei confronti di un 2019 che aveva superato la quota dei 21 milioni di ettolitri). Anche l’export, dopo anni di crescita, subisce un calo – seppur più contenuto – del 4,8% con volumi esportati pari a 3,3 milioni di ettolitri riconfermandosi comunque significativo nei Paesi a forte tradizione birraria, a dimostrazione della qualità della birra italiana. Tra i principali Paesi importatori ci sono il Regno Unito (47,3%), gli USA (7,3%) e l’Australia (7%). Di contro si segnala un calo dell’import del 15%. Secondo AssoBirra, nel 2020, la birra è stata la bevanda più consumata dagli italiani. In questo contesto, la birra rimane un importante patrimonio per l’Italia. Lo testimoniano i numeri: la filiera brassicola nel 2020 conta circa 900 imprese e oltre 115.000 occupati lungo tutta la filiera dalle imprese agricole fino ai punti di consumo. 

agu - 20046

EFA News - European Food Agency
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