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CLARA MOSCHINI

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Ortofrutta: nasce il colosso della pera italiana

La società consortile Unapera rappresenta il 70% del mercato italiano, e il 55% dell'export

A Ferrara si è costituita ufficialmente ieri UNAPera, società consortile a responsabilità limitata fra 25 imprese – 13 Organizzazioni di produttori e 12 non Op – che rappresentano oltre il 70% delle pere commercializzate sul mercato italiano nell'ultimo triennio e più del 55% dell'export nazionale di questo frutto. Parte dall'Emilia-Romagna - culla della pericoltura italiana, dove la coltivazione di questa frutto vale il 35% della Plv frutticola e coinvolge 15mila addetti - un progetto che non ha precedenti nella storia della frutticoltura del nostro Paese. Un progetto, presentato ufficialmente oggi nella sede di Cso Italy, che punta ad occuparsi dello sviluppo della qualità su tutte le pere dei soci attraverso la definizione di standard comuni e un controllo collettivo che consenta un'immissione sul mercato gestita da UNAPera, mentre la vendita resterà in capo alle singole imprese socie. Una vera e propria rivoluzione organizzativa, che vuole incrementare la qualità dell'offerta pericola, riconquistare i consumatori e tornare a dare redditività ai produttori. 

“Siamo 25 imprese che da anni valorizzano il prodotto pera, ma ora hanno deciso di farlo assieme – commenta il presidente di UNAPera, Adriano Aldrovandi – La costituzione della nuova società è il primo atto per sviluppare l'Aop e dalla prossima settimana partirà l'iter di riconoscimento. E' un progetto di rilevanza nazionale ma con un forte legame col territorio, è un progetto aperto e infatti contiamo di coinvolgere altre realtà nei prossimi mesi. Vogliamo garantire il futuro della pericoltura dell'Emilia-Romagna e degli areali limitrofi pensando all'intera filiera, dalla produzione alla commercializzazione, a tutto l'indotto. L'obiettivo è quello di alzare la qualità al consumo delle pere, accompagnandolo con un nuovo approccio al mercato capace di qualificare e segmentare l'offerta”.

“Le pere hanno perso il 24% dei consumi tra il 2016 e il 2020 – ricorda Roberto Della Casa, responsabile del progetto UNAPera – Una diminuzione dovuta in buona parte all’incostanza della qualità dei frutti in commercio. Le pere sono difficili da coltivare e negli ultimi anni sono state colpite da diverse avversità, ma quando la qualità non è costante i consumatori si disaffezionano. Il 62% degli italiani, secondo le indagini del Monitor Ortofrutta di Agroter, lamentano infatti una qualità troppo variabile; ma la buona notizia è che il 29% dei nostri connazionali ha nella pera il suo frutto preferito. 

Le imprese che hanno fondato UNAPera sono: A.F.E., Unacoa, Apoconerpo, Apofruit Italia, Bergonzoni, Alegra, Biop, Cico, Mazzoni, Cipof, Consorzio Frutteto, Ceor, Eur.O.P.Fruit, Gobbi Dino, Granfrutta Zani, La Buona Frutta, Minguzzi, Op Costea, Coferasta, Op Kiwi Sole, Spreafico, Opera, Natura Italia, Origine Group, Orogel.

Galleria fotografica I vertici di UNAPera
agu - 20307

EFA News - European Food Agency
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