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CLARA MOSCHINI

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Bologna ha il primo paesaggio rurale di interesse storico culturale

La “Corona di Matilde – Alto Reno terra di Castagni” ottiene il riconoscimento dal Mipaaf

L’Accademia Nazionale di Agricoltura in accordo con il Comune di Alto Reno Terme e l’Associazione Castanicoltori Alta Valle del Reno hanno annunciato che, a seguito della conclusione dell’iter di selezione che ne ha certificato i criteri di ammissibilità, la “Corona di Matilde – Alto Reno terra di Castagni” è stata inserita ufficialmente nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici, approvato con decreto dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. L’area viene, dunque, catalogata tra i paesaggi rurali tradizionali di interesse storico, pratiche e conoscenze tradizionali correlate tenendo conto sia di valutazioni scientifiche, sia dei valori che sono attribuiti dalle comunità, dai soggetti e dalle popolazioni interessate. 

Il grande valore di questo paesaggio e del suo territorio è stato ritenuto dal Mipaaf valevole del massimo punteggio nei criteri di selezione che tengono presente le caratteristiche di storicità associate alla permanenza di pratiche tradizionali che li determinano, impiegando i concetti di “significatività”, “integrità” e “vulnerabilità” che uniscono sia la bellezza del territorio alla combinazione di biodiversità agricola, ecosistemi resilienti e prezioso patrimonio culturale da tutelare. Tutti questi fattori sono stati riscontrati nel territorio de la “Corona di Matilde-Alto Reno terra di Castagni” grazie al lungo e complesso lavoro comune degli enti che hanno presentato la domanda, ottenendo il massimo punteggio finale. 

La Città Metropolitana di Bologna, grazie a questo riconoscimento, ottiene il suo primo paesaggio tutelato, pertanto l’intenzione dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, del Comune di Alto Reno Terme e dell’Associazione Castanicoltori Alta Valle del Reno è di proseguire nel percorso di candidatura insieme al MIPAAF per iscrivere la “Corona di Matilde-Alto Reno terra di Castagni” all’interno del programma internazionale FAO “Globally Important Agricoltural Heritage Systems”; il programma, sottoscritto nel 2016 da FAO e MIPAAF, ha lo scopo di tutelare e salvaguardare quei sistemi agricoli di importanza globale presenti in un determinato luogo da lungo tempo, anche secoli, che risultano stabilizzati mediante una significativa armonia integrata tra aspetti produttivi, ambientali e culturali. E’ opportuno precisare che dal 2005 la FAO ha designato, in tutto il mondo, 62 sistemi in 22 paesi come sito del patrimonio agricolo e solo 2 in Italia “Gli uliveti delle pendici tra Assisi e Spoleto” e “I vigneti tradizionali del Soave”. La “Corona di Matilde – Alto Reno terra di Castagni” potrebbe aspirare così a diventare il terzo in Italia.

“L’Accademia Nazionale di Agricoltura da qualche tempo ha perseguito tra le proprie mission gli obiettivi portanti del progetto “Appennino” sostenuto alla fine degli anni ’90 dal Prof. Umberto Bagnaresi e condiviso, tra le grandi personalità bolognesi, dal Senatore Giovanni Bersani e dall’Accademico Prof. Giorgio Stupazzoni. La valorizzazione dell’Appennino bolognese è oggi nuovamente un tema di estrema importanza per la tutela dell’ambiente, la conservazione del territorio e per i numerosi aspetti socio-economici e innovativi connessi. L’impegno è ed è stato rilevante sull’obiettivo conseguito e su altri in corso d’opera che stanno a cuore all’Accademia - ha esordito il Prof. Giorgio Cantelli Forti Presidente Accademia Nazionale di Agricoltura – e desidero ricordare che è partito dalla tutela dello storico castagneto di Granaglione, di proprietà della Fondazione Carisbo. Infatti, il castagneto didattico-scientifico di Granaglione è da anni seguito dall’Accademia per l’attività scientifica come patrimonio ambientale di biodiversità. Con grande soddisfazione oggi posso informarvi ufficialmente di questo primo importante riconoscimento che certifica non solo l’eccellenza paesaggistica di un’area, ma anche l’alto livello storico e culturale delle nostre montagne. Consideriamo questo riconoscimento come prima importante novità per il nostro territorio che di seguito potrà esprimere ancora di più tutte le sue potenzialità per avviare quella transizione ecologica oggi sempre più necessaria”.

red - 20853

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