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Sugar Tax, stangata inutile sulla filiera produttiva

Marini (Assobibe): "Tassa inutile, con consumi in calo e zucchero già ridotto del 30% nelle bibite"

La Sugar Tax si abbatte su un settore già fortemente penalizzato dalla pandemia e dalle chiusure del canale Horeca con una contrazione nel 2020 del 10% del fatturato. Lo spiega l’ad di Sanpellegrino e vicepresidente di Assobibe, Stefano Marini, in questa intervista per EFA News realizzata a margine del convegno “La filiera delle bevande analcoliche, rischi e opportunità”, organizzato nella cornice di Cibus 2021 da Assobibe, l'associazione di Confindustria che rappresenta i produttori di bevande analcoliche, e Confagricoltura. 

Marini spiega che la tassa è inutilmente punitiva, perchè il contesto italiano è già ampiamente positivo: da un lato i consumi di bevande analcoliche registra un trend in diminuzione da tempo, dall'altro le industrie hanno già ridotto di quasi il 30% il contenuto dello zucchero nelle bibite. "E' un'esigenza che viene dal mercato. Chiediamo di poter continuare a fare il nostro mestiere, e l'eliminazione di questa imposta punitiva perchè le aziende hanno già dato forti risposte a questa esigenza della diminuzione dello zucchero".

Al convegno, oltre al presidente Assobibe Giangiacomo Pierini e al presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, hanno partecipato Ivano Vacondio, presidente Federalimentare, Paolo De Castro (Coordinatore S&D Commissione Agricoltura Parlamento Europeo), Stefano Marini, ceo del Gruppo Sanpellegrino e vicepresidente di Assobibe, Emanuele di Faustino, project manager Nomisma e i segretari generali di Fai-Cisl Onofrio Rota, Flai-Cgil Giovanni Mininni e Uila-Uil Stefano Mantegazza.

Presentata anche la ricerca di Nomisma su “Il settore delle bevande analcoliche in Italia nell’era post-covid”, sulle conseguenze dell’entrata in vigore della sugar tax, prevista per il prossimo 1° gennaio 2022. L’introduzione dell’imposta, che comporterà un incremento della fiscalità del 28% penalizzerà i consumi, con ripercussioni negative su ogni anello della filiera legate alle minori attività e conseguente rischio di perdita di posti di lavoro.

“Lo studio di Nomisma dimostra gli effetti devastanti, economici e sociali, dell’introduzione di un’imposta del valore di 10 euro/ettolitro in un momento già così incerto", ha spiegato il presidente di Assobibe Pierini. "Anziché facilitare crescita e occupazione, con l’introduzione della sugar tax nel 2022 si avrà una contrazione del 16% del mercato a volume, -180 milioni di euro di fatturato rispetto al 2019 e -344 milioni di euro se consideriamo la perdita di giro d’affari nel 2023 rispetto al 2019. Inoltre, togliere liquidità alle imprese con una nuova gabella da versare a fine mese si traduce in maggiori difficoltà e minori investimenti. Un trend nefasto che affosserà la ripresa e il ritorno ai consumi pre-Covid previsti a fine biennio 2022-2023”.

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EFA News - European Food Agency
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