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Etichette. Filiera Italia: “Il cibo del futuro non si fa in laboratorio"

Appello nel giorno conclusivo del G20 dell'agricoltura

“Non si abbassi la guardia sulla tutela Dieta Mediterranea contro sistemi di etichettatura penalizzanti”: questo l'alert che Filiera Italia ha lanciato dal G20 Agricoltura di Firenze, i cui lavori si sono conclusi sabato.

Alla vigilia dell'incontro previsto domani del gruppo di lavoro del Codex Alimentarius - l’organismo della Fao che dovrà prendere una decisione potenzialmente definitiva sull’adozione di linee guida sul Front of Pack Nutritional Labelling - Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, torna a porre l'accento sul pericolo che potrebbero correre le nostre eccellenze alimentari. “Se venisse introdotto un sistema di etichettatura come il Nutriscore - ha detto Scordamaglia - vedremmo premiati con un incoraggiante bollino verde cibi frutto di sintesi di laboratorio, mentre sarebbe riservato a prodotti naturali come il parmigiano o il nostro olio extravergine di oliva un allarmante bollino rosso”. 

E la minaccia non è solo il Nutriscore ma anche altri sistemi, come quello a semaforo attivo in Gran Bretagna o il “bolino nero” sudamericano “Sistemi - ricorda il consigliere delegato - voluti da multinazionali che mirano a sostituire con la chimica alimenti frutto di una grande tradizione come è quella del Made in Italy”. E conclude Scordamaglia “La vera sfida del futuro è essere sostenibili applicando tecnologia avanzata e innovazione costante e perseguendo il modello di filiera, non certo spostando la produzione di cibo nei laboratori chimici”.

red - 21014

EFA News - European Food Agency
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