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Vinitaly/2. Un export da bere: ottimismo per i vini italiani all’estero

Secondo i dati di Sace +14,5% nei primi sette mesi 2021

Sono tornate le fiere, è tornato il Vinitaly con la Special Edition di Veronafiere. In questi giorni va in scena la vetrina del vino italiano, un prodotto di eccellenza che non ha mai smesso di essere venduto, comprato e soprattutto esportato. I dati dei primi sette mesi del 2021 fotografano infatti una crescita robusta delle esportazioni italiane di vino (+14,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, ma anche +10,7% rispetto ai primi sette mesi del 2019) portando il loro valore a €4 miliardi; un incremento soprattutto oltre i confini europei, con gli Stati Uniti primo mercato di destinazione. 

Ottime performance per lo spumante italiano, in particolare per il Prosecco che nel periodo è cresciuto di oltre il 30%, ancora una volta trainato dal mercato americano che ha segnato una crescita media superiore al 40%, ma non è trascurabile anche la crescita verso i primi “concorrenti amici”: le vendite di Prosecco verso Parigi sono cresciute del 15,2% nei primi sette mesi dell’anno. Ulteriori potenzialità per il Prosecco italiano potrebbero venire dalla recente diatriba tra Russia e Francia per il divieto all’utilizzo della denominazione Champagne in cirillico che ha scatenato le maison vinicole francesi contro Mosca; se quindi da un lato si assisterà verosimilmente a una riduzione della domanda russa di Champagne, dall’altro si sta già registrando un avanzamento del Prosecco italiano.

Note positive anche per l’export di spirits italiani, che nei primi sette mesi dell’anno è cresciuto del 23,2%; un incremento diffuso a tutti i prodotti del raggruppamento, in particolare al sidro che ha superato, in valore, il vermut (€140 mln circa vs €120 mln), grazie a una crescita di quasi il 50% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si conferma la centralità dei principali mercati per l’export di vino made in Italy, ossia Stati Uniti, Germania, Svizzera e Canada, dove la quota di mercato italiana è già elevata e potrà beneficiare della crescita dei consumi attesa in media poco al di sotto del 3%. Anche nei paesi ancora meno presidiati dalle vendite italiane del settore, come Cina e Giappone, si segnalano potenzialità a fronte dei consumi attesi in forte rialzo. Buone opportunità di business arriveranno, inoltre, da mercati dalle dimensioni più contenute quali ad esempio il Vietnam oppure alcuni paesi del nord Europa.

hef - 21523

EFA News - European Food Agency
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