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Sugar tax e plastic tax rinviate al 2023

Vacondio: "Un sospiro di sollievo alle nostre imprese che sono in una fase di recupero dopo l'anno del covid"

"Il rinvio di plastic e sugar tax al 2023 fa tirare un sospiro di sollievo alle nostre imprese che sono in una fase di recupero dopo l'anno del covid - dice Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare - e per questo ringraziamo le istituzioni che ci hanno ascoltato e hanno recepito le nostre preoccupazioni in merito all'entrata in vigore di queste due tasse".

"Rimaniamo sempre dell'idea, però, che sugar e plastic tax siano due misure da abolire perché dannose per le aziende" aggiunge Vacondio. Si stima che l'imposta sulla plastica, che colpisce più o meno tutta l'industria alimentare, se e quando entrerà in vigore, farebbe aumentare mediamente i prezzi al consumo del 10% con punte fino al 60% su prodotti con basso valore aggiunto. Quella sugli zuccheri, invece, produrrebbe una contrazione delle vendite dei soft drink del -17% per il domestico e del - 9% per il fuori casa. Una contrazione che si abbatterebbe su tutta la filiera, con 5.050 posti di lavoro a rischio. Inoltre, in alcuni paesi in cui la sugar tax è entrata in vigore, come Danimarca, Norvegia e Islanda, è stata poi rimossa perché giudicata inutile.

"Le nostre aziende si impegnano da anni per trovare soluzioni sempre più sostenibili, così come hanno sottoscritto protocolli con il ministero della Salute (l'ultimo tra il ministero e l'associazione Assobibe il mese scorso) che hanno portato a una riduzione dello zucchero sul mercato del 27% - spiega Vacondio - Riteniamo dannose e non giuste queste imposte perché da tempo lavoriamo per diventare sempre più sostenibili e sempre più attenti dal punto di vista nutrizionale, come richiesto dai consumatori", conclude Vacondio.

hef - 21552

EFA News - European Food Agency
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