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CLARA MOSCHINI

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Prezzi, allarme tsunami dall'industria

Federalimentare: "Inevitabile aumento dei prezzi o le nostre aziende chiuderanno"

"L'aumento dei prezzi delle materie prime che avevamo denunciato mesi fa è oggi uno dei problemi principali anche per l'industria alimentare - dice Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare - Per questo è necessario tutelare le nostre aziende. Vale a dire che l'aumento dei prezzi dei prodotti del food&beverage che si verificherà a breve sarà inevitabile, pena la chiusura di tante nostre imprese".

Un allarme supportato - spiega una nota - dagli ultimi dati Istat sul fatturato del food&beverage: l’industria alimentare ha registrato sui primi 8 mesi dell’anno un +5,7%. Su questi 8 mesi, il citato tendenziale del fatturato si confronta col parallelo +5,3% della produzione. La forbice fra gli indici percentuali tra i due parametri appare estremamente esigua, a testimonianza, stavolta, di un apprezzamento della produzione alimentare, nel corso dell’anno, inadeguato e insoddisfacente. Non a caso le vendite alimentari in valore sui primi 8 mesi dell’anno segnano un +1,1%, mentre quelle in volume registrano in parallelo un +1,2%. Ne esce una forbice che significa addirittura una marginale erosione di fondo del valore unitario del venduto sul mercato interno. La compressione di prezzo sul mercato interno operata dalla GDO, a insufficiente e tardivo riconoscimento dei maggiori costi di produzione legati a materie prime ed energia, unita al caro-noli e al caro-container, che penalizzano enormemente la logistica internazionale e i prezzi dei prodotti franco destino, delineano un trend dei margini di contribuzione del settore insoddisfacente e pericolosamente in declino.

"La situazione è diventata insostenibile - prosegue il presidente - questa mancanza di offerta della materia prima non credo sia una bolla, non terminerà a breve e non è dovuta solo alla troppa richiesta ma soprattutto alla mancanza di offerta, unita anche a uno smisurato aumento di costo di tutte le materie prime (in primis dell'energia elettrica che è più che raddoppiata), degli imballaggi, del caro noli e del caro container che penalizzano il nostro settore - continua Vacondio - La situazione è molto grave e ognuno deve fare la sua parte: gli attori della filiera in primis".
"È auspicabile - conclude Vacondio - che si intervenga per contenere la speculazione della finanza in un settore, come quello del food, così eticamente delicato".

red - 21587

EFA News - European Food Agency
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