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Pomodoro da industria: smentite le cassandre sulla raccolta 2021

L'Italia supera la Cina e torna ad essere il secondo produttore al mondo di oro rosso

Solo qualche mese fa ben quattro regioni (Campania, Puglia, Molise e Basilicata) lanciavano un grido d'allarme sul presunto crollo della raccolta del pomodoro nelle loro regioni (vedi articolo di EFA News del 13/8/2021). Ma ai dati a consuntivo sembrano dar torto assoluto alle cassandre.

Secondo quanto sostenuto da Anicav, l'associazione dei produttori industriali) la campagna di trasformazione del pomodoro 2021 in Italia si è chiusa con una produzione di poco superiore a 6 milioni di tonnellate di prodotto trasformato, in crescita del 17% rispetto al 2020. Un risultato che riporterebbe l’Italia ad essere il secondo paese produttore al mondo dopo gli Stati Uniti e nettamente prima della Cina. Analizzando nel dettaglio quanto prodotto nei due bacini produttivi, al centro sud sono state trasformate 2,96 milioni di tonnellate di pomodoro (+22,3% sul 2020, mentre le regioni del sud sostenevano un calo del 20%) mentre al nord il trasformato finale si è attestato intorno a 3,09 milioni di tonnellate (+12,8% sul 2020). Un sensibile aumento derivato dalla maggiore superficie messa a coltura (oltre 71mila ettari, l’8% in più rispetto all’anno scorso) e da una migliore resa agricola (più di 85 tonnellate per ettaro).

“Quella appena conclusa è stata certamente una campagna molto positiva non solo in termini quantitativi ma anche per l’eccellente qualità del pomodoro trasformato, nonostante le aziende abbiano dovuto far fronte a rincari dei costi industriali senza precedenti", commenta Marco Serafini, presidente di Anicav. "Questo ci consentirà di avere di nuovo scorte sufficienti a soddisfare la domanda di mercato dopo il totale azzeramento dei magazzini dovuto all’emergenza sanitaria”.

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EFA News - European Food Agency
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