Non riceve alcun finanziamento pubblico
Direttore responsabile:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram LinkedIn

Parmigiano Reggiano, il pasticcio dello spot

Parte di una campagna da 5 milioni di euro, bocciato dai social e ritirato

"Ci dispiace se la volontà di sottolineare la passione dei nostri casari è stata letta con un messaggio differente, che non abbiamo avuto la sensibilità di rilevare e che, grazie al dibattito accesosi in rete, raccogliamo con grande rispetto. Questa la ragione che ci conduce a modificare lievemente la pianificazione della campagna, potendo intervenire sul quarto spot apportando alcune modifiche che accoglieranno quanto emerso". Lo ha detto Carlo Mangini, direttore comunicazione, marketing e sviluppo commerciale del Consorzio Parmigiano Reggiano, annunciando qualche giorno fa il ritiro di uno spot.

Sotto accusa è finita una nuova campagna pubblicitaria promossa dal Consorzio (costata, a quanto si apprende da Repubblica, 5 milioni di euro), con una serie di 4 spot destinata anche ai social, estratti da un mediometraggio di 25 minuti girato da Paolo Genovese e interpretato da Stefano Fresi. Nello spot incriminato, gli Amigos protagonisti fanno visita a un caseificio dove conoscono un dipendente, "Renatino", che ama talmente il prodotto da rinunciare a tutto, comprese ferie e vacanze. L'ironia del messaggio non è stata compresa sui social, che hanno visto moltiplicarsi i commenti di utenti arrabbiati che ci hanno visto un'esaltazione "dello sfruttamento" dei lavoratori. 

Lettura enfatizzata da solerti custodi del politicamente corretto, quasi sempre a sinistra (che i comunisti non mangino bambini è acclarato da tempo, come pure però l'assoluta mancanza di una sana ironia e autoironia), a partire da tal Christian Raimo, prof di liceo romano, assessore alla cultura in un municipio, a cui non piacciono neanche i protagonisti, "ragazze e ragazzi bellocci"...

"Abbiamo seguito con grande attenzione tutto il dibattito che ha alimentato i topics della rete, con lo stesso interesse e rispetto con il quale seguiamo i contenuti espressi dalla grandissima comunità che in essa si esprime. Il nostro prodotto è inclusivo, gestiamo un patrimonio reputazionale che è merito di coloro che lo producono da quasi mille anni e ne sentiamo l’enorme responsabilità", ha sottolineato il povero Mangini.

Responsabilità che - aggiungiamo sommessamente - forse andrebbe esercitata anche nel momento di spendere risorse enormi in produzioni patinate che pretendono di mischiare il linguaggio di una fiction con quello dei social.

red - 22403

EFA News - European Food Agency
Simili