Non riceve alcun finanziamento pubblico
Direttore responsabile:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram LinkedIn

Da Grana Padano e Comté nuove soluzioni di efficienza ambientale

Il progetto Life Ttgg svilupperà un software per le filiere dei formaggi Dop

Presentati a livello internazionale i risultati preliminari del progetto Life Ttgg attraverso l’evento online organizzato da oriGIn dal titolo “Improving the efficiency of Pdo cheese production processes in Europe: The Life Ttgg Project, intermediary results”. L'evento aveva come obiettivo quello di diffondere i risultati preliminari riguardanti l'implementazione della metodologia Product Environmental Footprint (Pef) nelle filiere dei formaggi Dop Grana Padano e Comté, comprese le possibili azioni di mitigazione individuate per ridurre l'impatto ambientale per dimostrare come l'innovazione può essere introdotta senza invadere la tradizione. 

Per limitare il riscaldamento globale, nei prossimi decenni la riduzione delle emissioni di gas serra dovrà essere sostanziale e riguardare tutti i settori produttivi, tra questi l’agricoltura, che oggi è fonte di circa il 10-12% delle emissioni totali a livello mondiale. Per rispondere a questa esigenza, in linea con la strategia Farm to Fork, fulcro del Green Deal europeo, è al lavoro dal 2016 il progetto, in cui le due Dop casearie hanno aperto, per prime in Europa, le porta ad un’analisi su vasta scala. Nato dalla sinergia tra il Consorzio Tutela Grana Padano, il Politecnico di Milano, Università Ucsc di Piacenza, Fondazione Qualivita, oriGIn, Enersem e Cniel, il progetto ha visto impegnati infatti 68 allevamenti, 20 stabilimenti lattiero-caseari, 20 stagionatori e 20 confezionatori soci del Consorzio di tutela del Grana Padano Dop e 29 allevamenti, 19 caseifici e 5 stagionatori della filiera del Comté Dop. 

I risultati hanno evidenziato che la fase di produzione del latte crudo contribuisce per il 90-92% al profilo ambientale del Grana Padano Dop, le fasi di caseificazione e confezionamento per il 6-7%, mentre le fasi di distribuzione e fine vita per il restante 2-3%. Per la fase di produzione del latte crudo gli hotspots riguardano l'acquisto di mangimi (34%), la produzione propria di mangimi (25%), la gestione del letame (16%) e la fermentazione enterica (12%). Per la fase di trasformazione del latte, i risultati sottolineano come i fattori più impattanti siano stati il consumo di calore (34%) e di elettricità (26%). 

Nei prossimi mesi, grazie ai risultati dell’applicazione del metodo Pef a tutta la filiera del settore lattiero caseario e degli audit energetici e di efficienza effettuati in caseifici e stalle, sarà realizzato un software di supporto alle decisioni ambientali che permetterà alle aziende produttrici di formaggi Dop di applicare la metodologia Pef per calcolare l’impronta ambientale dei loro prodotti confezionati e al contempo di migliorare il sistema produttivo dal punto di vista sia ambientale che economico.

hef - 22600

EFA News - European Food Agency
Simili