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Peste suina: primi stop all'export di prodotti italiani

Colpo gravissimo per le eccellenze della salumeria nazionale

Uno dei peggiori incubi per l'industria dei salumi italiani si sta materializzando. Il ministero della Salute ha infatti confermato le indiscrezioni circolate ieri sui primi stop alle esportazioni di salumi e carni suine made in Italy. A bloccare precauzionalmente gli acquisti dall'Italia di prodotti dopo la scoperta di nuovi casi di peste suina africana sono stati Cina, Giappone, Taiwan e Kuwait. A queste si aggiungono le prime restrizioni anche dalla vicina Svizzera.

La peste suina africana (Psa) è una malattia altamente contagiosa che però non si trasmette all'uomo ma solo tra i capi suini e i cinghiali, provocando però ingenti danni agli allevamenti e alla filiera. I pochissimi casi finora riscontrati sono localizzati in Piemonte e Liguria. Una delle cause della diffusione è la riproduzione incontrollata dei cinghiali, animali che allo stato brado possono muoversi nel raggio di molti chilometri.

Lo scorso anno le esportazioni del settore suinicolo sono ammontate a oltre 1,6 miliardi di euro, di cui 500 milioni destinate ai mercati extra Ue. Assica ha stimato che le perdite per il settore potrebbero arrivare a 20 milioni di euro al mese, per ciascun mese di blocco.

red - 22931

EFA News - European Food Agency
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