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Caro Energia/2. Agroalimentare italiano sotto pressione per i costi energetici

Filiera Italia: "I correttivi non siano limitati ad i soli settori energivori e non si penalizzino rinnovabili"

"Un'intera filiera sotto pressione per l’incremento di oltre il 600% dei costi energetici che penalizzano la produzione agricola nazionale e il settore dell'industria alimentare, reso particolarmente fragile dalle dimensioni ridotte delle sue imprese in gran parte sull’orlo del collasso”. Lo dichiara Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, intervenendo al tavolo organizzato oggi pomeriggio dal ministro Giorgetti - a cui vanno i ringraziamenti di Filiera Italia per l’attenzione dedicato al tema - sul caro energia. 

"Bene tutte le proposte messe sul tavolo e discusse nel pomeriggio di oggi" dice Scordamaglia. Fra le proposte anche la riduzione degli oneri di sistema, sia in termini di entità che in termini di applicabilità, non solo a famiglie e micro imprese, ma anche ad aziende con consumi superiori a 16,5 kW. "Bene anche la proposta di diversificare l'approvvigionamento di gas del nostro Paese - aggiunge il consigliere delegato - potenziando i sistemi di trasporto che potrebbero portare lo stesso gasdotto Tap a passare da 6 miliardi di metri cubi di gas a 10 miliardi di gas azero con una riduzione dei costi". E ha aggiunto Scordamaglia "Bene la richiesta di aumentare l'estrazione di gas dai nostri giacimenti - che oggi è pari a soli 4 miliardi di metri cubi (era di 20 miliardi negli anni 90) - aumentabile in soli 12/15 mesi di oltre 3 miliardi di metri cubi a costi significativamente inferiori a quello importato". 

Importante però secondo Filiera Italia che nelle decisioni che adesso il Governo dovrà adottare e nelle necessarie coperture da trovare si tenga conto che i benefici non possono essere applicati ai soli settori energivori, perché la filiera agroalimentare, che vale 570 miliardi di euro, pur non essendo formalmente energivora nel suo complesso risente direttamente e indirettamente di tali costi e non può rischiare far mancare generi alimentari di prima necessità agli italiani. "Bisogna inoltre evitare guerre tra poveri - conclude Scordamaglia - sarebbe sbagliato pensare di trovare coperture sottraendo risorse al supporto alle rinnovabili la cui autoproduzione sta diventando sempre più importante per il settore agroalimentare - l'Italia è il quarto produttore al mondo di biogas - in un modello perfettamente integrato di economia circolare".

red - 23021

EFA News - European Food Agency
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