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CLARA MOSCHINI

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Dai centri commerciali proposte per l'attuazione del Pnrr

Cinque le mission: trasformazione digitale, salute, istruzione, transizione ecologica e inclusione sociale

Il consiglio nazionale dei centri commerciali (Cncc), in rappresentanza di tutti gli stakeholder dell’Industria dei centri commerciali, nei giorni scorsi ha presentato alle istituzioni una serie di proposte operative per realizzare progetti in linea con i requisiti e gli obiettivi del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Con il supporto di PwC Italia (Business Services S.r.l.), è stato realizzato un documento che presenta cinque mission europee e nazionali di sviluppo che l’industria, con il sostegno delle istituzioni, può contribuire a realizzare. 

“Il Pnrr propone modelli di sviluppo che, nei prossimi anni, giocheranno un ruolo centrale nella trasformazione di molti settori, alla cui realizzazione la nostra Industria, che ha un’incidenza sul Pil pari al 7,5%, potrebbe dare un contributo significativo. Crescita, evoluzione e adattamento sono gli obiettivi che anche noi continuiamo a perseguire da diversi anni e che hanno permesso al format centro commerciale di rispondere ai cambiamenti nelle esigenze della clientela. La formalizzazione delle proposte dell’industria per il Pnrr rende ancora più chiaro il nostro impegno per lo sviluppo e una crescita sostenibile dei territori di cui le nostre strutture fanno parte, mettendo a disposizione gli spazi e gli strumenti a nostra disposizione per il raggiungimento di obiettivi comuni”, ha commentato Roberto Zoia, presidente dell'associazione. 

In questo contesto si inseriscono le value proposition. La prima è la trasformazione digitale: i centri commerciali possono svolgere un ruolo fondamentale ospitando centri di formazione digitale per lo sviluppo delle competenze dei cittadini e corsi di formazione per i propri dipendenti e/o esercenti, contribuendo a rilanciare l’imprenditoria in un’ottica digitale anche attraverso la creazione di piattaforme user experience e App a supporto dell’esperienza Phygital. 

La seconda è la salute: "la direttrice che guida la costruzione e diffusione delle infrastrutture di medicina di prossimità è di fondamentale importanza per il Paese e il ruolo che i centri commerciali possono avere è centrale, come è stato dimostrato dall’iniziativa di successo, lanciata dal Cncc all’inizio della campagna di vaccinazione, che ha portato all’allestimento di 25 hub vaccinali all’interno di centri commerciali su tutto il territorio nazionale", spiega l'associazione. 

Ci sono poi l’istruzione e la ricerca: creando partnership con università e incubatori di impresa, promuovendo beauty contest volti a identificare start-up e progetti imprenditoriali in diversi settori di interesse dei centri commerciali, l’Industria è in grado di supportare nuove imprese e attività contribuendo, di conseguenza, allo sviluppo dell’imprenditorialità, con l’obiettivo di accrescere l’impatto e il valore del centro commerciale sul territorio e sulla comunità locale. 

Si prosegue con la transizione ecologica ed energetica: l’industria dei centri commerciali si impegna da anni in azioni volte a contribuire al raggiungimento della carbon neutrality, aspirando nei prossimi anni ad una positive carbon footprint. L’accesso ai fondi del Pnrr permetterebbe alle strutture di dare ulteriore spinta ai processi in corso, a partire dall’utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili e dallo sviluppo di progetti volti a favorire la biodiversità sia all’interno che all’esterno dei centri commerciali (piantumazione, green walls e giardini verticali, ecc.). 

Infine, l’integrazione e l’inclusione sociale: i centri commerciali possono, svolgere un ruolo sempre più centrale nelle comunità di cui fanno parte, attraverso azioni mirate a sostegno della formazione (creazione di biblioteche, organizzazione di eventi culturali e sportivi), dell’infanzia (realizzazione di strutture d’istruzione primaria ed asili nido, a beneficio dei propri dipendenti, degli staff degli esercenti e delle famiglie della comunità) e, per ultimo, della diffusione delle competenze tramite la realizzazione di nuovi spazi di coworking a disposizione della comunità.

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