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Tonitto, il re del sorbetto punta agli Stati Uniti

Parla Luca Dovo. In agenda anche il Medio Oriente e un +20% di fatturato 2022

È tornata da pochi giorni da Dubai dove ha partecipato alla cinque giorni di Gulfood svoltasi dal 20 al 24 febbraio al Dubai world trade center. Il viaggio è stato lungo, perché la gelateria Tonitto 1939, leader in Italia per il suo Sorbetto, è partita da Genova dove ha sede l'azienda e dove produce ogni anno, nello stabilimento da 7.000 mq di Campi, 3.500 tonnellate di gelato pari a oltre 8 milioni di barattoli in diverse formati per un fatturato che nel 2021 ha toccato 10,5 milioni di Euro. 

A Dubai l'azienda della famiglia Dovo, giunta alla terza generazione, è stata rappresentata dai fratelli Luca e Massimiliano Dovo, owner e rispettivamente amministratore delegato e research and development manager. Negli Emirati hanno presentato i loro gelati che certificano la qualità del made in Italy ma creando gusti che più vicini ai mercati angloamericani: brownie, caramello salato, chocolate fudge e cheescake. 

Non solo. A Gulfood 2022, Tonitto 1939 era l'Ambasciatore dell’Italia, ossia rappresentava il gelato italiano: era, infatti, la sola realtà tricolore a portare un prodotto tipicamente italiano come il gelato presso una delle manifestazioni fieristiche più importanti del settore e dell’anno.

"Nei cinque giorni di Gulfood abbiamo conosciuto persone e aziende: da lì inizia una negoziazione che va avanti per mesi -spiega Luca Dovo- Adesso si aprirà una fase di trattativa che puntiamo soprattutto sul mondo mediorientale: Emirati arabi uniti, Arabia Saudita, Libano, Giordania. Tutti mercati sui quali non siamo ancora presenti, ma speriamo di poter iniziare al più presto un rapporto collaborazione".

Importatori e catene grande distribuzione organizzata sono gli obiettivi per lo sbarco in Medio Oriente. "Il tema riguarda il prodotto: in quell'area cercano prodotti di buona o buonissima qualità. E noi siamo in grado di rifornirli anche grazie alla nostra esperienza -sottolinea il manager- L'aspetto più spinoso riguarda le certificazioni che vengono richieste: perché il mondo arabo pretende un prodotto certificato Halal, che rispetti i loro standard di produzione".

"Da qualche mese -prosegue Dovo- stiamo lavorando a questa certificazione che riguarda solo in parte il processo produttivo: più che altro ha a che fare con la materia prima che deve essere certificata secondo lo standard Halal. Per questo c'è un forte lavoro di ricerca del fornitore da parte nostra: stiamo cercando chi abbia già materie prime Halal come ad esempio latte e zucchero, anche se in portafoglio abbiamo già un ventaglio di fornitori che possono fornirci questo tipo di materie prime".

"Nuovi mercati? Stiamo esplorando gli Stati Uniti -dice il manager- Sono i primi consumatori di gelato al mondo. Anche in questo caso abbiamo il problema di trasporti e logistica: i noli per gli Usa hanno raggiunto costi insostenibili per cui questi rapporti commerciali sono rallentati. Ma continuiamo a lavorarci e contiamo di sbarcare negli Stati Uniti proprio quest'anno".

E Tonitto in Cina? "Ci siamo, ma per ora solo nelle grandi catene alberghiere -spiega l'ad-. In Cina il turismo è ripartito ma, con il covid, il mercato turistico era fermo: gli alberghi non lavoravano e anche noi abbiamo lavorato poco in quel periodo", precisa 

"Abbiamo anche dei buoni contatti commerciali con la Cina -risponde Dovo- In questo momento, però, la situazione non è semplice: non solo per le ultime vicende ma anche e soprattutto per il discorso pandemico. Sono due anni che i mercati sono fermi, bloccati, un po' arrugginiti, almeno nel nostro settore".

"E poi, aggiunge il manager- c'è un'altra componente critica che si è venuta ad aggiungere soprattutto negli ultimi tempi. Parliamo dei trasporti e della logistica. Il costo dei trasporti e dei noli container è aumentato a dismisura: nel momento in cui si esporta un prodotto che poi accumula via via costi supplementari logistici, finisce che si rischia di andare fuori mercato. Un altro fattore da ponderare è che la Cina è un mercato che ha consumo pro capite di gelato molto basso: è che le persone sono così tante che finisce per diventare comunque un mercato importante per un prodotto come il nostro".

Nata nel 1939 come una semplice gelateria, aperta dall'intuizione del nonno Antonio Dovo, detto Tonitto, l'azienda ha un impulso fondamentale con il figlio, Alfredo che le fa compiere il salto di qualità. La gelateria del quartiere bene di Albaro diventa il punto di ritrovo preferito dall’alta società genovese: i ristoranti della zona richiedono i suoi gelati e le ordinazioni iniziano a fioccare anche da altre parti d’Italia, in particolare dalla Costa Smeralda e dalla Lombardia. Perfino il Re di Giordania sceglieva il gelato di Tonitto per i prestigiosi ospiti delle sue feste.

"Il grosso impulso lo ha dato nostro padre -spiega Luca Dovo- che ha trasformato la gelateria in una produzione prima artigianale, con un laboratorio che faceva il gelato e lo rivendeva ad altri ristoranti, ai bar e alle gelaterie. Poi è arrivato alla dimensione industriale quale quella che abbiamo noi oggi". 

Siamo verso le a metà degli anni '90, infatti, quando arriva la nuova fabbrica di Campi attrezzata con gli impianti più tecnologici: il gelato di Tonitto abbandona il cono e la cialda e si butta dentro i barattolini diventando Coppa famiglia, Gran coppa famiglia, il Sorbetto e altro. L'azienda oggi produce oltre 200 referenze tra formati, ricette ed etichette, sia per l’Italia che per l’estero: l'export si prende oltre il 45% del fatturato in oltre 20 Paesi d’Europa, Medio Oriente, Sud America, Giappone, Corea del Sud 

"Abbiamo abbandonato il canale horeca -dice l'ad- I nostri clienti non sono più bar, i ristoranti o i catering ma solo la grande distribuzione. Siamo presenti in tutta Italia, più nel nord ma anche nel centro e parzialmente sud. In Europa siamo presenti un po' dappertutto, ma i nostri mercati di riferimento sono quelli del Nord, soprattutto Norvegia, Olanda, Belgio, Danimarca, Svezia"

Le prospettive? Presto detto. "Ci siamo dati orizzonti di crescita ambiziosi -sottolinea Dovo-. Prevediamo una crescita nel 2022 ma è anche vero che viviamo alla giornata perché abbiamo un problema non trascurabile: gli aumenti delle materie prime e dell'energia elettrica. Costi che pesano, visto che di energia elettrica, per esempio, facciamo ampio uso :dobbiamo congelare i nostri prodotti e le celle frigorifere consumano molta energia. Sono incognite che non ci consentono di fare previsioni troppo puntuali: restiamo, per il 2022, con l'obiettivo di crescere di un 20% in termini di ricavi totali".

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EFA News - European Food Agency
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