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CLARA MOSCHINI

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Ivs (vending), ricavi 2017 a 409,1 milioni (+12%)

Sull'utile (19,5 milioni) pesa l'accantonamento per la multa dell'antitrust

Il Consiglio di Amministrazione di Ivs Group S.A., società italiana leader nel vending quotata alla Borsa di Milano, presieduto da Paolo Covre, riunitosi a Seriate (BG), ha esaminato ed approvato il progetto di bilancio al 31 dicembre 2017.

Il numero delle erogazioni complessive del gruppo nel 2017 ha raggiunto il suo massimo storico, salendo da 718,3 a 804,8 milioni, +12,0%, derivante sia dalla crescita per vie esterne, sia dalla capacità di Ivs di acquisire nuovi clienti in misura superiore al fisiologico e peraltro bassissimo tasso di clienti persi (churn-rate).

I ricavi consolidati al 31 dicembre 2017 ammontano a 409,1milioni di Euro, +12,9% rispetto al 2016.

L’Ebitda Adjusted, pari a Euro 91,2 milioni (22,3% del fatturato), cresce del 10,8% rispetto al 2016 (Euro 82,3 milioni). L'Ebitda reported senza adjustments è pari ad Euro 83,1 milioni.

L’ Ebit Adjusted: Euro 47,8 milioni (11,7% del fatturato), sale del +12,0% da Euro 42,7 milioni del 2016. Ebit reported senza adjustments pari ad Euro 39,7 milioni. 

I risultati operativi del 2017 possono essere ancora meglio apprezzati considerando i seguenti fattori: 1) l’effetto della recente acquisizione di Ibervending in Spagna realizzata il 31 gennaio 2017 e 2) l’effetto della crescita del fatturato nel segmento OCS, nell’ambito del progetto Nespresso e da una politica commerciale volta soprattutto - almeno in fase iniziale - all’allargamento della presenza sul mercato.

L’ Utile netto ammonta a Euro 19,5 milioni (dopo utili di terzi per Euro 1,4 milioni) +15,6% rispetto a Euro 16,9 milioni del 2016. L’ Utile netto rettificato dalle componenti straordinarie, elencate di seguito, ammonta a Euro 24,5 milioni (dopo utili di terzi per Euro 1,4 milioni), in crescita del 12,4% rispetto al 2016 (Euro 21,8 milioni).Tra le rettifiche di natura straordinaria (adjustments), sono in particolare da menzionare: 1) residuo accantonamento effettuato a giugno 2017 in relazione alla procedura Antitrust, per Euro 3,3 milioni; 2) costi di transazione e per incentivi all’esodo su acquisizioni per Euro 2,2 milioni; 3) rettifica (in aumento) prezzo su una acquisizione realizzata in anni precedenti per Euro 1,5 milioni; 4) accantonamento imposte registro per Euro 0,7 milioni; 5) plusvalenza su cessione partecipazione di minoranza (consolidata a patrimonio netto) in Francia: Euro 3,0 milioni.

L’Indebitamento finanziario netto (PFN) netto è pari a Euro 254,1 milioni, rispetto a Euro 225,6 milioni a fine 2016.

Proposta la distribuzione di un dividendo pari a 0,28 Euro per azione (+16,6% rispetto all’anno precedente).

agu - 2611

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