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Glifosato, Ue autorizza l'uso fino al dicembre 2023

Posticipata la scadenza prevista il 15 dicembre prossimo: il pesticida verrà rianalizzato

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Parlare bene ma razzolare male. Sembra questa la morale che viene propagata da Bruxelles e che riguarda il glifosato, pesticida tanto contestato ma il cui uso è attualmente pienamente legale. Tanto che la Commissione Europea ha appena prorogato fino al 15 dicembre 2023 l'autorizzazione che stava per scadere al mercato dell'Ue del pesticida contestato anche in Italia insieme ad altri prodotti (vedi notizia FederBio, indagine rivelerebbe uso di pesticidi vietati). 

Nella votazione in appello del 15 novembre, come nel mese precedente, una minoranza di blocco ha impedito l'adozione del regolamento proposto dalla Commissione europea, poiché l'autorizzazione del glifosato nell'Ue scade il 15 dicembre 2022, quindi la prossima settimana. Eppure, con grande sorpresa, il 2 dicembre scorso la Commissione europea ha pubblicato un regolamento di attuazione che proroga di un anno l'autorizzazione all'immissione in commercio del glifosato nell'Ue: la nuova data di scadenza è il 15 dicembre 2023. 

Sulla questione è intervenuta l'Efsa, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare: dato che la conclusione della valutazione del rischio del glifosato, sostiene l'Authority, è stata ritardata di 18 mesi "per ragioni che sfuggono al controllo del richiedente", è necessario, dice Bruxelles, "estendere il periodo di approvazione di questa sostanza attiva in modo da poter disporre del tempo necessario per effettuare la valutazione richiesta per prendere una decisione".

La valutazione del rischio effettuata dall'Efsa non sarà disponibile prima del luglio 2023: su questa base, potranno iniziare le discussioni su un'eventuale ri-autorizzazione del glifosato. A maggio, l'Agenzia europea per le sostanze chimiche ha deciso di mantenere l'attuale classificazione del glifosato, che nell'Ue è classificato come causa di gravi danni agli occhi e come tossico per la vita acquatica con effetti di lunga durata, rifiutando una classificazione più severa come mutageno o reprotossico. 

Durante le varie votazioni del comitato di esperti degli ultimi mesi non è emersa una maggioranza qualificata a favore o contro la proroga di un anno tra gli Stati membri dell'Ue: Germania, Francia e Slovenia si sono astenuti, mentre Croazia, Lussemburgo e Malta si sono opposti. Questo, dicono da Bruxelles, ha costretto la Commissione europea a prendere la decisione da sola. 

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EFA News - European Food Agency
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