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Turismo, anche in Liguria è trainato dagli stranieri

Svettano statunitensi, australiani, argentini e brasiliani: calo degli italiani (causa inflazione)

Non c'è bisogno dello sciecco che, a Monterosso, nelle Cinque Terre cena e lascia al ristorante 1.800 Euro di mancia (vedi EFA News) per mettere in risalto che sono gli stranieri a trainare i numeri del turismo in Liguria. La tendenza, confermata da un comunicato della Regione Liguria, parla di una buona presenza di turisti extraeuropei, soprattutto nel Levante e a Genova: presenze che compensano la generale flessione delle presenze nazionali registrata nella prima parte di agosto 2023, tradizionalmente il periodo di vacanza più gettonato dagli italiani mentre a settembre le prenotazioni hanno già superato il 70% dei posti disponibili.

Nel Levante, in particolare nelle località più note a livello internazionale come Portofino e le Cinque Terre, dopo la ripresa a pieno regime dei voli intercontinentali post covid, si registra una significativa presenza di turisti statunitensi. Visitatori provenienti dagli Usa anche nel Tigullio, anche se non mancano australiani, argentini e brasiliani, mentre nel Ponente a prevalere sono i turisti europei, in particolare olandesi, francesi e tedeschi.

Come osservato negli ultimi anni la tendenza, soprattutto per i visitatori italiani, è quella di prenotare last minute, riducendo anche i giorni di permanenza per “spezzettare” i periodi di fere annuali in più vacanze da farsi nel corso dell’anno. Buone le previsioni per settembre, che si conferma il mese dell’onda lunga dell’estate. Anche in questo caso, il segno più arriva soprattutto grazie alle presenze straniere: a trainare le prenotazioni, soprattutto nella città di Genova, sono anche i grandi eventi previsti per l’autunno, in particolare il 63° Salone Nautico in programma dal 21 al 26 settembre.

“Ci aspettiamo di chiudere la stagione 2023 con un ottimo livello di presenze, numeri importanti resi possibili grazie alla destagionalizzazione su cui abbiamo puntato in questi anni -spiega il presidente della Regione Giovanni Toti-. Con gli italiani che tornano a viaggiare dopo il covid, le località di prossimità lavorano più sui week end lunghi, i mesi primaverili e giugno e luglio rispetto alla pausa lunga di agosto: e questa è la stata la nostra arma vincente. Ad agosto la Liguria ha evidenziato una lieve flessione del turismo italiano ma si tratta di una calo comunque lieve e non certo paragonabile ai grido di allarme lanciato da Emilia e Puglia che parlano di -30% e -20%”.

“Il mercato turistico ligure cresce grazie agli stranieri -ribadisce Toti-, in particolare da oltreoceano. È innegabile che fattori come l’inflazione in queste settimane stiano influenzando i consumi e le abitudini di tanti italiani, con ricadute anche sul budget e sui giorni di vacanza trascorsi dalle famiglie: il successo delle nostre località presso i turisti stranieri, però, dimostra che il settore ricopre un ruolo centrale nell’economia”.

“Si tratta di un turismo dall’ampia capacità di spesa, in grado di creare ottime ricadute su tutto l’indotto, dalla ristorazione agli stabilimenti balneari -sottolinea l’assessore regionale al Turismo e ai grandi eventi Augusto Sartori-. Al di là delle oscillazioni delle presenze nei singoli mesi ci aspettiamo un risultato soddisfacente per l’estate 2023, tenendo conto che il bilancio andrà fatto sull’intero 2023, non solo sul periodo estivo. Grazie agli investimenti fatti in termini di promozione e comunicazione per incentivare la destagionalizzazione, infatti, il turismo in Liguria è vivace per tutto l’anno”.

“I turisti italiani sono in lieve calo -conclude l’assessore Sartori-. Di certo l'inflazione ha influito sulle vacanze dei nostri concittadini ma la crescita di visitatori stranieri, già evidente in primavera, si è evidenziata anche nei primi dati parziali dell'estate. Sicuramente -prosegue- le tante campagne sugli scontrini piuttosto che di promozione di mete straniere non aiutano a sostenere il comparto turistico nazionale. Nazioni a noi vicine con prezzi più alti sia per i carburanti sia per hotel, servizi, ristoranti ben si guardano dal mettere in evidenza temi che potrebbero compromettere la stagione. Anche noi italiani, che abbiamo la fortuna di vivere in una terra splendida, dovremmo iniziare ad agire allo stesso modo”. 

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EFA News - European Food Agency
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