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Ferrero, non c'è concentrazione nell'acquisizione di Stelliferi&Italvex

L'Antitrust ha stabilito di non procedere a un'istruttoria

L'autorità garante della concorrenza e del mercato ha deliberato di non avviare istruttoria per l'ipotesi di concentrazione nell'acquisizione di Ferrero della Stelliferi&Italvex. 

Il provvedimento n. 27175 è stato pubblicato sul n. 23 del Bollettino dell'Autorità.

Nel 2013 Ferrero era entrato nel mercato della commercializzazione di nocciole allo stato naturale con l’acquisizione del controllo esclusivo delle società del gruppo Stelliferi attive in tale settore e nel mercato della vendita dei semilavorati a base di nocciola, creando una jv a controllo congiunto: la Stelliferi & Itavex Spa, operazione a suo tempo autorizzata dalla Agcm. Ferrero aveva l'opzione per garantirsi il controllo completo della Stelliferi & Italvex e su questo si è pronunciata ora l'Agcm.

Il provvedimento dell'Agcm offre valutazioni interessanti sul mercato di riferimento. 

"Il mercato della commercializzazione di nocciole e dei prodotti semilavorati - si legge - può essere considerato di dimensione mondiale. Infatti, pur essendo le nocciole prodotte prevalentemente in alcuni Paesi (Turchia, Italia, Azerbaijan, Georgia, Spagna e Stati Uniti d’America), gli utilizzatori che le impiegano a livello industriale sono localizzati in tutto il mondo, e i costi di trasporto del prodotto, particolarmente contenuti rispetto al prezzo complessivo, non rappresentano una barriera al commercio internazionale delle nocciole.

I mercati dei prodotti alimentari a base di nocciole, invece, hanno una dimensione geografica nazionale in ragione della specificità dei gusti e delle esigenze di consumo dei diversi Paesi, oltre che dell’organizzazione della distribuzione e del marketing".

Entrando nel merito degli effetti dell'operazione, l'Agcm spiega che "l’operazione consiste nell’acquisizione, da parte di Ferrero, del controllo esclusivo di una società della quale Ferrero già deteneva il controllo congiunto e poteva determinare la strategia commerciale. L’impatto concorrenziale dell’operazione risulta pertanto estremamente limitato. In ogni caso, sotto il profilo orizzontale, vale rilevare che Ferrero e Stelliferi & Italvex detengono quote pari, rispettivamente al [5-10]% e all’[1-5]% nel mercato mondiale della commercializzazione di nocciole semi-lavorate, dando quindi luogo ad una quota di mercato post- merger inferiore al [10-15]%.  In un ipotetico mercato che comprenda la commercializzazione di nocciole sia allo stato naturale che semilavorate, la quota congiunta delle Parti sarebbe invece pari al [10-15]%. 

L’operazione produce altresì l’effetto di incrementare il livello di integrazione verticale a monte del gruppo Ferrero, rafforzandone la posizione su quei mercati nazionali dei prodotti a base di nocciola (chocolate confectionery e spalmabili dolci al cioccolato) nei quali Ferrero già detiene un rilevante potere di mercato (con quote in valore pari, rispettivamente nei due mercati, al [40- 45]% e [75-80]%. A tale riguardo, vale tuttavia rilevare che, a livello nazionale, le vendite congiunte del nuovo operatore incidono per circa il [10-15]% con riferimento alle sole nocciole semi-lavorate e per circa il [15-20]% considerando l’insieme delle nocciole semi-lavorate e di quelle allo stato naturale".

La conclusione è che "anche sotto profilo verticale, pertanto, l’operazione non produce un significativo effetto concorrenziale, posto che essa non risulta in grado di precludere ai concorrenti del gruppo Ferrero nei mercati a valle l’accesso ai fattori di produzione, limitandone la possibilità di approvvigionarsi sui mercati della vendita delle nocciole naturali e della vendita dei prodotti semilavorati".


 

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