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Ceta, per i produttori delle dop funziona, eccome

"Export di formaggi dop e igp in crescita". Scomposta replica di Coldiretti

Il trattato non riguarda solo il food, perché ha abolito il 98% dei dazi in tutti i settori

Il Ceta, il trattato Comprehensive Economic and Trade Agreement di libero scambio tra Canada e Ue, entrato in vigore il 21 settembre scorso, è diventato un totem da abbattere: pesanti le dichiarazioni del Vicepremier Di Maio sul "trattato scellerato" con annesse inquietanti minacce contro i funzionari pubblici che mi permettessero di applicarlo, rilasciate con grandi applausi all'assemblea di Coldiretti, da sempre contraria. Il trattato è pienamente in vigore ma deve essere ratificato dal Parlamento.

Ma ora giunge una voce ufficiale, proprio da quel mondo delle dop e igp italiane che sarebbero minacciate dl Ceta. Cesare Baldrighi, presidente del Consorzio di tutela dal Grana Padano e presidente dell'Associazione italiana consorzi indicazioni geografiche (che rappresenta tutte le dop e igp, non solo quelle del lattiero caseario) approfitta delle colonne del Corriere della Sera, intervistato ieri in un articolo di Michelangelo Borrillo,  per spiegare una realtà molto diversa.

Per Baldrighi il trattato funziona eccome e va ratificato per evitare una situazione un cui "tutti fanno quello che vogliono". Per il presidente dei consorzi "nel 2017 le esportazioni in Canada dei prodotti dop e igp del settore lattiero-caseario sono cresciute del 5% a 51 milioni di euro, E nel primo trimestre 2018 del 3,5%". In primo luogo, argomenta Baldrighi, "con il Ceta è stato introdotto il principio, mai accettato prima dai paesi anglosassoni, delle indicazioni geografiche: il marchio non può essere utilizzato se si è al di fuori del consorzio". 

Per quanto riguarda poi i dazi, "sono stati abbattuti del 90%. Prima del Ceta le licenze di formaggi europei verso il Canada si fermavano a 11mila tonnellate l'anno e andando oltre si pagava un dazio del 238%. Col Ceta è stato concordato in 5 anni un valore di 29mila tonnellate". 

Per ultimo, il trattato comporta il divieto delle emulazioni. Per Baldrighi è questo "il vero baluardo dell'Italian sounding. Il parmesan messicano commercializzato in Canada non può più utilizzare simboli che richiamino l'Italia, come il tricolore o il Colosseo: occorre inserire il paese d'origine".

Scomposta la reazione di Coldiretti che ha accusato Baldrighi di essere dinformato, di rendere "dichiarazioni imbarazzanti" e di non "conoscere gli ultimi numeri aggiornati delle vendite sui mercati esteri dei prodotti che dovrebbe tutelare e di avventurarsi in considerazioni errate supportate da dati vecchi e fuorvianti". 

"Con questa disinformazione - sostiene la Coldiretti - Baldrighi si assume una pesante responsabilità nei confronti degli allevatori e dei produttori di Grana Padano, di tutti gli operatori impegnati nella difesa del Made in Italy agroalimentari e dell'intero Paese".

Va ricordato che il food è solo una parte del contenuto del Ceta, che ha abolito il 98% di dazi su tutti i settori, come l'abbigliamento, i macchinari e i mobili, oltre al riconoscimento delle certificazioni per una serie di settori, come auto, mobili e chimica. In più le imprese europee hanno accesso agli appalti in Canada a tutti i livelli.

Risultato: a 5 mesi dall'entrata in vigore le esportazioni totali verso il Canada sono cresciute del 12,8% (dati Ice). I settori che hanno beneficiato di più: macchinari (+ 8%), mezzi di trasporto (+15%) e comparto agroalimentare (+15%).

 


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EFA News - European Food Agency
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