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Parmalat, utile nel semestre a +30,4% grazie a poste straordinarie

Fatturato a 3,033 miliardi (-20,8%). Pesa il sudamerica, ma il gruppo soffre su tutti i mercati

Il gruppo Parmalat ha chiuso il primo semestre 2018 con un utile di 39,9 milioni di euro, in crescita del 30,4% rispetto ai 30,6 milioni di un anno fa. A perimetro costante, però,  ed escludendo le controllate venezuelane, l’utile del periodo risulta in diminuzione di 11,1 milioni di euro.   Tale diminuzione è dovuta principalmente al peggioramento della gestione operativa e a svalutazioni per 14,8 milioni di euro registrate nel periodo a seguito dell’aggiornamento dell’impairment test effettuato al 31 dicembre 2017, parzialmente compensati dal beneficio fiscale, in termini di minori imposte, derivante dal Patent Box in Italia.

I ricavi sono scesi del 7,3% a 3,033 miliardi di euro, con il margine operativo lordo calato del 20,8% a 146,6 milioni di euro. A tassi di cambio costanti e perimetro omogeneo ed escludendo i risultati della controllata venezuelana, il fatturato netto risulta in diminuzione dello 0,9%, con un contributo positivo delle aree Europa, Africa e Oceania, mentre è in calo in Nord America e in America Latina.

"La riduzione della redditività - spiega una nota della società - è dovuta ad un effetto di stagionalità che impatta nel semestre la valorizzazione del magazzino, in particolare quello canadese, all’evoluzione sfavorevole del mix di vendita, al trend negativo del segmento dei prodotti in polvere, peraltro in linea con l’andamento delle quotazioni internazionali, e agli scioperi in alcuni Paesi, tra cui il Brasile (sciopero nazionale dei trasportatori a fine maggio) e il Sud Africa (a fine giugno)".

In Italia si è registrato un andamento negativo nei consumi: l'azienda  incrementa le proprie quote di mercato nella categoria latte, confermandosi leader nei segmenti del latte UHT e del latte pastorizzato, grazie al contributo del brand Zymil. Inoltre, nella categoria panna UHT la controllata rafforza la prima posizione di mercato, soprattutto grazie alle performance dei prodotti light e piccoli formati a marchio Chef.

La posizione finanziaria netta è passata da un indebitamento netto di 24,2 milioni di euro al 31 dicembre 2017 a disponibilità nette di 19,4 milioni di euro del 30 giugno 2018, con un miglioramento di 43,6 milioni di euro.

La società controllata dal gruppo francese Lactalis soffre in tutti i mercati, soprattutto in sudamerica. Riguardo alle prospettive per il secondo semestre, secondo l'azienda “gli inattesi e recenti rialzi del costo della materia prima e le forti tensioni in ambito commerciale legate ai necessari adeguamenti dei prezzi di vendita da parte delle aziende produttrici inducono a previsioni in flessione, rispetto all’anno precedente, stimate nell’intorno del -1% in termini di fatturato netto e in un range compreso tra -3% e 0% in termini di Ebitda”.

 

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