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CLARA MOSCHINI

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Ebro Foods soffre rincaro materie prime

Utile 9 mesi -22%, investe ancora su Garofalo

Ebro Foods soffre per il rincaro delle materie prime. La multinazionale alimentare spagnola che controlla, tra gli altri, il Pastificio Garofalo e la pasta Bertagni, ha archiviato i primi nove mesi del 2018 con un utile in calo di oltre il 20% rispetto allo scorso anno. L'Ebitda si è attestato a 211,5 milioni di euro, in calo del 18,9% rispetto allo stesso periodo del 2017, e l'utile netto a 99,7 milioni di euro, in calo del 22,1% su base annua. Gli utili consolidati nei primi nove mesi di quest'anno, spiegano da Madrid, sono stati penalizzati dall'aumento dei costi di alcune materie prime e dalle spese sostenute per sviluppare l'espansione del Gruppo.
Il fatturato è cresciuto del 5% a 1,922,2 miliardi, sostenuto dalle buone performance della gran parte dei marchi detenuti e nonostante il calo del tasso di cambio del dollaro, che ha prodotto un impatto negativo valutato in 42 milioni di dollari.
L'indebitamento finanziario netto risulta di 719,4 milioni di euro, in aumento di 265 milioni rispetto ai primi nove mesi del 2017, dopo l'acquisizione della pasta fresca Bertagni per 145 milioni di euro, l'investimento di 14 milioni di euro in Francia per la nuova sede di Panzani e i forti investimenti per lo sviluppo in Tailandia, Italia, India, Regno Unito, Stati Uniti e Francia, con un aumento del capitale circolante in entrambe le divisioni per l'approvvigionamento di materie prime. La divisione "Pasta" ha registrato un fatturato di 929,9 milioni e un Ebitda di 101,3 milioni. In Francia le vendite di Panzani, dopo essere cresciute nella prima metà dell'anno, sono crollate a luglio e agosto a causa del forte calo dei consumi. La situazione, sottolinea il Gruppo, è tornata normale a partire da settembre. Nella strategia industriale di Ebro Foods continuano gli investimenti sul marchio Garofalo, in particolare in Francia, dove ha già conquistato il 35% del mercato della pasta premium; in Spagna, dove nel 2018 ha registrato una crescita a due cifre, e negli Stati Uniti. Nel business nordamericano, le misure adottate per rendere riconoscibile l'eccellenza dei marchi detenuti da Ebro "stanno iniziando a dare i loro frutti" con una costante crescita delle quote di mercato nella grande distribuzione Usa. Ancora più consistente è il giro d'affari della divisione "Riso" che ha raggiunto nei primi 9 mesi 2018 quota 1,038,5 miliardi e un Ebitda di 118,1. In contrasto con i risultati record ottenuti in precedenza, la divisione è stata però colpita, soprattutto in Nord America, da una serie di fattori straordinari come i prezzi più elevati delle materie prime ausiliarie (imballaggi) e agricoli, in particolare il riso al gelsomino originario della Thailandia, ma anche il basmati e il riso americano; Riviana è stata particolarmente colpita da tali aumenti di prezzo, a causa del ritardo nel trasferimento degli aumenti sul prodotto finale. A incidere negativamente anche l'aumento straordinario dei costi logistici negli Stati Uniti a causa della mancanza di autotrasportatori e degli alti costi del carburante.

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EFA News - European Food Agency
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