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Riso /4: "decisione Ue primo passo per tutelare reddito produttori"

Anche Copagri plaude la decisione sui dazi al riso da Cambogia e Myanmar

“Accogliamo con favore la decisione della Commissione europea di proporre, in seguito alla conclusione dell’inchiesta sulle importazioni di riso ‘indica’ da Cambogia e Myanmar, l’applicazione della clausola di salvaguardia a tutela dei risicoltori nazionali”, è il commento del presidente di Copagri Franco Verrascina a proposito della reintroduzione di dazi, attualmente pari allo zero, sulle importazioni dalla Cambogia e Myanmar per i prossimi tre anni. “La proposta dell’esecutivo comunitario sarà ora valutata in sede di Comitato del Sistema delle Preferenze Generalizzate, dove necessiterà di una maggioranza qualificata per potere essere approvata; confidiamo pertanto nel lavoro di diplomazia del Governo, in modo da dare seguito a questo primo parziale successo e tutelare il reddito dei produttori agricoli, i quali, come ha stabilito la stessa Commissione Ue, sono risultati economicamente danneggiati dalle importazioni a dazio zero da Cambogia e Birmania”, aggiunge Verrascina.

 “Ricordiamo che nell’Unione europea le esportazioni di riso sono crollate, ad agosto 2018 su base annua, del 37,6% in valore, mentre le importazioni, sempre nello stesso periodo, sono aumentate del 14,4%, portando la bilancia commerciale a una percentuale negativa pari al 24,5%; un andamento molto simile si è verificato in Italia, Paese che è il primo produttore comunitario di riso, dove nel 2018 l’export è calato di quasi 8000 tonnellate, mentre l’import è aumentato di circa 3000 tonnellate”, evidenziaCopagri. “Il nostro Paese, infatti, a causa delle concessioni unilaterali dell’Unione europea, sta pagando in termini di prezzo e di redditi agricoli, senza contare le ripercussioni occupazionali, fitosanitarie e ambientali, gli aiuti decisi nei confronti dei paesi del sud-est asiatico nell’ambito del regime Eba (everything but arms)”, conclude.

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