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Confcommercio, agosto raffredda l'inflazione

Variazione congiunturale positiva dell'indice generale: merito, fra l'altro, degli alimentari lavorati (+0,7%)

"Nonostante il clima caldo, agosto ha portato una bella ventata di fresco sull'inflazione". Lo sostiene Confcommercio decisamente in contrasto con l'opinione dei più, dopo che l'Istat ha reso note oggi le stime preliminari con l'indice aumentato di appena lo 0,1% mensile e dell’1,6% sullo stesso mese dello scorso anno (a luglio era a +1,7%) e con un aumento da +3,2 a +3,5% dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona che compongono il  cosiddetto 'carrello della spesa' (leggi notizia EFA News)..

Secondo quanto fa notare Confcommercio, la variazione congiunturale positiva dell'indice generale è conseguenza dell'aumento dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+2,1%), degli alimentari lavorati (+0,7%) e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,3%). Di segno opposto la variazione che concerne i prezzi degli energetici non regolamentati (-1,7%).
L'inflazione acquisita per il 2025 è pari a +1,7% per l'indice generale e a +2,1% per la componente di fondo. L'indice armonizzato dei prezzi al consumo cala dello 0,2% su base mensile e aumenta dell’1,7% su base annua.

Secondo il direttore dell'Ufficio Studi di Confcommercio, Mariano Bella, "la stabilizzazione dell’inflazione non contribuisce a migliorare l’atteggiamento delle famiglie nei confronti della spesa per consumi. Stando alle prime stime, ad agosto il tasso di variazione tendenziale si è attestato all’1,6%, in lieve rallentamento su luglio". 

"La variazione dei prezzi al consumo ormai -sottolinea Bella- può essere schematizzata in tre parti: crescita dei prezzi degli alimentari, riduzione di quelli energetici, contributo prossimo a zero di tutto il resto, inclusi i servizi ricettivi e di ristorazione che appaiono in deflazione ad agosto. Non può consolare che il fenomeno della crescita dei prezzi dell’alimentazione domestica sia un processo comune a tutta l’area euro. Anzi, ciò testimonia che le filiere internazionali delle materie prime alimentari sono da tempo sotto tensione, fenomeno che non dovrebbe migliorare nei prossimi mesi".

Fc - 53174

EFA News - European Food Agency
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