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CLARA MOSCHINI

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In Messico scatta l'allarme verme della carne

Due casi in due giorni: l'epidemia si è diffusa verso nord mettendo in difficoltà anche l'industria zootecnica Usa

Come se non bastassero i dazi di Trump, il Messico si trova a combattere per contenere un'epidemia di screwworm, la Cochliomyia hominivoraxm, il parassita della mosca della carne del Nuovo Mondo, anche detto in spagnolo Gusano barrenador del ganado (GBG) o verme perforatore del bestiame. I "vermi a vite" sono mosche parassite le cui femmine depongono le uova nelle ferite del bestiame: le loro larve scavano nella carne degli animali, uccidendo infine il loro ospite se non vengono trattate in tempo. 

L'epidemia si è diffusa verso nord dall'America centrale, mettendo in difficoltà l'industria zootecnica e quella della carne bovina sia degli Stati Uniti che del Messico.

In un comunicato, "il ministero dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale informa che il Servizio Nazionale per la Salute, la Sicurezza e la Qualità Agroalimentare (Senasica) ha confermato il rilevamento di un caso di verme perforatore del bestiame (GBG) nello Stato del Messico, che è stato immediatamente trattato". Trattamento preventivo anche per altri 20 animali presenti nel ranch, "nessuno dei quali era stato colpito dal parassita".

Le autorità messicane hanno segnalato a inizio gennaio un caso di Gbg, il secondo in due giorni. Il parassita è stato identificato in una capra di u n allevamento nel comune di Tlatlaya, situato nella regione meridionale dello Stato, dove l'animale presentava una ferita trattata senza adeguate cure mediche ed è diventata punto di infestazione della larva. Dopo la convalida del caso, altri 20 animali presenti nel sito sono risultati negativi al test e sono stati sottoposti a trattamento preventivo.

"La rapida risposta del Senasica - spiega la nota ufficiale del governo messicano - in coordinamento con le autorità dello Stato del Messico e con la collaborazione dei produttori, ha permesso di controllare immediatamente il caso, impedendone la diffusione nella zona".

Il 31 dicembre, il ministero dell'Agricoltura ha prestato soccorso a un vitello di sei giorni che presentava una miasi causata dal verme scavatore del bestiame (GBG), in una proprietà situata nel comune di Llera, a Tamaulipas. "A seguito di una segnalazione effettuata da un medico veterinario zootecnista - aggiunge il comunicato del Senasica - il personale del Servizio Nazionale per la Salute, la Sicurezza e la Qualità Agroalimentare si è recato nella proprietà, che conta un totale di 21 bovini di diverse età, confermando che nessun altro animale era affetto da GBG".

Per trattare il caso entro i termini stabiliti dal protocollo, il Senasica ha immediatamente dispiegato personale tecnico specializzato per rafforzare la sorveglianza nella zona e intraprendere le seguenti azioni: 

si sta effettuando un tracciamento epidemiologico e una ricerca attiva dei casi sospetti in coordinamento con il personale del governo dello Stato di Tamaulipas;

sono state visitate 10 unità di produzione intorno al caso, in cui sono stati ispezionati 325 bovini, ovini, caprini, volatili, equini, suini, canini, felini e lepri; non sono stati trovati nuovi casi positivi al GBG;

sono state fornite informazioni e formazione agli allevatori locali sul riconoscimento e la segnalazione tempestiva di lesioni compatibili;

si rafforza la cattura delle mosche mediante l'installazione di nuove trappole strategiche nell'area di rilevamento. Non è stata rilevata alcuna mosca GBG nelle trappole installate nella regione

Secondo i dati governativi aggiornati al 31 dicembre 2025, dal novembre 2024 il Messico ha segnalato finora un totale di 13.106 casi. Di questi, 671 sono attualmente attivi. Lo stato meridionale di Chiapas, al confine con gli Stati Uniti, ha il maggior numero di casi confermati, seguito da Oaxaca, Veracruz e Yucatan.

A causa dell'epidemia, da maggio gli Stati Uniti hanno mantenuto il confine meridionale sostanzialmente chiuso al bestiame messicano anche se i funzionari statunitensi affermano che il parassita non avrebbe ancora varcato il confine degli Stati Uniti: secondo una stima del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti esso minaccia di causare danni per 1,8 miliardi di dollari alla sola economia del Texas.

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EFA News - European Food Agency
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