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Inflazione 2025, consumatori all'attacco

I dati Istat hanno scatenato le associazioni: c'è chi parla di "speculazione" (Unc) e chi minaccia lo sciopero del carrello (Adoc)

C'era da aspettarselo. I dati sull'inflazione annua pari a +1,2%, da +1,1% di novembre, e di quella media del 2025 pari a +1,5% divulgati ieri dall'Istat (leggi notizia EFA News) e confermati dalle stime di Eurostat per l'Eurozona (leggi notizia EFA News) non poteva non produrre reazioni immediate tra le associazioni dei consumatori. Più o meno tutte, in Italia, parlano di effetto "speculazione" sul Natale, che avrebbe fatto volare il carrello della spesa ben oltre le attese.

Assoutenti

Assoutenti fa presente in un comunicato che, "per effetto delle festività e dei maggiori consumi delle famiglie i prezzi di cibi e bevande tornano a rialzare la testa, e segnano a dicembre un +2,6% con un aggravio di spesa, solo per gli acquisti alimentari, pari a +241 euro annui per una famiglie con due figli - commenta il presidente Gabriele Melluso - Un'escalation, quella dei listini alimentari, che prosegue senza sosta dal 2021, e sta portando le famiglie a tagliare sempre più i consumi e ridurre la qualità degli alimenti in tavola”.

“Un allarme - prosegue Melluso -  che il governo non può più ignorare, e che deve portare nel 2026 a misure specifiche in favore delle famiglie: gli alimentari sono una voce di spesa primaria di cui i cittadini non possono fare a meno, e i rincari registrati nel settore non solo incidono su redditi e capacità di spesa, ma impoveriscono giorno dopo giorno una larga fetta di popolazione”.

Unione nazionale consumatori

Parla senza tanti giri di parole, di "speculazioni sul Natale" e di "stangata cibo" il presidente di Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona. "Non solo - sottolinea Dona - l'inflazione tendenziale rialza la testa dopo il lievissimo calo di novembre, non solo in un solo mese sale dello 0,2%, ma è grave che i prodotti alimentari e le bevande analcoliche, quelli più consumati durante le festività, decollino dello 0,3% sul mese precedente, il triplo rispetto al rialzo congiunturale di novembre quando si era registrato +0,1%". 

"Anche il carrello della spesa prende il volo - prosegue Dona - dal +1,5% tendenziale di novembre a +2,2% di dicembre. Insomma, peggio di così non si può! - L'inflazione media del 2025 pari all'1,5% significa che una coppia con due figli lo scorso anno ha speso complessivamente 562 euro in più rispetto al 2024, dei quali ben 269 euro in più per i soli prodotti alimentari e le bevande analcoliche e 287 per il carrello della spesa. Per una coppia con 1 figlio, la spesa aggiuntiva annua nel 2025 è stata pari a 497 euro, 236 euro soltanto per cibo e bevande, 254 per i beni alimentari, per la cura della casa e della persona. In media, per una famiglia, la stangata generale nel 2025 è stata di 386 euro, mangiare e bere è costato 185 euro in più, 199 euro per la spesa di tutti i giorni".

Adoc

Secondo Adoc, i dati Istat che fissano l’inflazione media del 2025 all’1,5% confermano un’emergenza prezzi ormai strutturale: a preoccupare maggiormente è l’impennata del cosiddetto “carrello della spesa”, che a dicembre accelera drasticamente fino al +2,2%. "I beni di prima necessità - commenta Adoc in un comunicato - continuano a correre più velocemente dell’indice generale, gravando pesantemente sul potere d’acquisto delle famiglie italiane. I rincari più critici si registrano proprio al supermercato, con aumenti record per la carne bovina (+127% rispetto al 2024), mentre riso, caffè e cioccolato segnano rialzi costanti che erodono i bilanci domestici". 

"A questa situazione - prosegue il comunicato - si aggiunge un’intollerabile disparità territoriale: al Sud e nelle Isole l’aumento dei prezzi è ancora più marcato, rendendo la vita quotidiana più onerosa rispetto al resto del Paese. Non va meglio sul fronte dei trasporti, dove abbiamo denunciato tariffe aeree proibitive e rincari speculativi, soprattutto in prossimità delle festività, che colpiscono duramente il diritto alla mobilità".

"Non resteremo a guardare mentre la qualità della vita e la salute dei cittadini vengono compromesse da scelte di risparmio forzate su cibo e cure - dichiara Anna Rea, presidente nazionale di Adoc - I rincari su alimentari e prodotti per la cura della persona sono segnali di una speculazione che non accenna a fermarsi. Ribadiamo la necessità di interventi urgenti e riforme strutturali, dal controllo rigoroso delle filiere alla revisione della tassazione sui beni primari, questioni che non sono state minimamente prese in considerazione dalla Legge di Bilancio". 

"Se non arriveranno risposte coraggiose contro il carovita, la mobilitazione sarà inevitabile - conclude Rea - Senza risposte concrete siamo pronti a promuovere forme di protesta collettiva, incluso lo 'Sciopero del Carrello'. Le famiglie hanno il diritto di vivere dignitosamente senza subire aumenti ingiustificati".

Fc - 56508

EFA News - European Food Agency
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