Dagli scarti del vino al design il passo è diventato breve
La veneta Maarmo lancia il primo termoarredo affinato in botte
Maarmo srl, impresa innovativa che tra Treviso e Pordenone, realizza termoarredi e scaldasalviette ecologici recuperando gli scarti di lavorazione del marmo, chiude l’anno con un nuovo riconoscimento internazionale, grazie alla nomination per la finale dell’edizione 2026 dei Green Product Awards, una delle più prestigiose competizioni internazionali che premia prodotti, materiali e concetti sostenibili.
Il premio nasce nel 2013 per distinguere prodotti e servizi, nati per offrire il meglio di sostenibilità, innovazione e design e MAARMO è stata selezionata tra vari brands grazie al modello “UbriAAco”, il primo "termoarredo da bere", affinato in barrique, che combina gli scarti di lavorazione del marmo con gli scarti di un’altra grande produzione Made in Italy, quella del vino, aggiungendo la dimensione olfattiva.
Il progetto “Ubriaco”, il primo termoarredo affinato in botte con le vinacce, con cui scaldare e profumare le case in mondo naturale, è inserito tra i finalisti del più importante premio di green design in Europa dopo uno screening tra 1000 candidature arrivate da 45 paesi di tutto mondo.
Il progetto “UbriAAco” è figlio di una scelta di territorialità e di circolarità e nasce dall’idea di combinare gli scarti di produzione di due filiere importanti del made In Italy, il marmo ed il vino. Il processo è stato messo a punto dopo vari tentativi ed una serie di fallimenti: l’idea iniziale nasce a settembre 2022 osservando i coltivatori impegnati nella vendemmia dei numerosi vitigni che circondano la sede produttiva immersa nel verde della campagna tra Treviso e Pordenone.
“Alla costante ricerca di proporre prodotti unici e naturali, ispirati dall’intenso profumo dell’uva fresca diffuso nell’aere, abbiamo iniziato a pensare a come catturare questa essenza e come trasferirla nei nostri termoarredi - ricorda Gianpaolo Pezzato, presidente della MAARMO srl - Terminato il periodo della vendemmia siamo partiti pertanto in missione tra le cantine della zona che con un misto di diffidenza ed incredulità ci hanno consegnato le ultime vinacce avanzate; i primi tentativi, come da tradizione, non ha dato grandi risultati perché nonostante decine di tentativi si utilizzavano tipologie di scarti non adatti, ed una buona parte dei primi campioni è stata letteralmente rimacinata per essere recuperata nella produzione dei modelli classici”.
Grazie a diversi confronti sia con gli amici vignaioli che frequentano l’atelier di Villotta di Chions, sede dell'azienda, in provincia di Pordenone, sia con alcuni tecnici esperti di prodotti lapidei, è stata definita finalmente la sequenza corretta del processo di affinamento e le tipologie di scarti più adatti per dare la colorazione voluta e per garantire l’emanazione equilibrata di un’aroma fruttata.
Il modello “ubriAAco” è una versione particolare dei termoarredi ecologici di MAARMO che nasce nel 2016 con l’obiettivo di sviluppare complementi di arredo ecologici e di design con processi produttivi improntati a sviluppo e sostenibilità ambientali.
La materia prima utilizzata nella produzione è ricavata dagli scarti della polvere di marmo, che in alcuni prodotti viene combinata con scarti di altre filiere del Made In Italy, sempre senza necessità di uno processo di trattamento specifico e pertanto senza un ulteriore consumo di energia.
Tutti i prodotti, in primis i modelli di termoarredi, a fine vita, una volta tolti gli elementi strutturali riscaldanti (ad esempio il rame o le resistenze elettriche) possono essere rimacinati per rientrare nel ciclo produttivo. In questo senso MAARMO agisce creando flussi circolari di materia, capaci di rigenerarsi. Inoltre, essendo tutti i processi produttivi eseguiti a basse temperature, le quantità di energia usate sono minime.
A completare i benefici, nella fase di funzionamento i termoarredi MAARMO garantiscono un elevata efficienza perché grazie all’alta inerzia termica del corpo scaldante essi trattengono e rilasciano il calore più lentamente: pertanto per generare la medesima temperatura ambientale, rispetto ai classici radiatori in metallo, assorbono una minor quantità di energia.
.
EFA News - European Food Agency